FINANZA E MERCATO

Mercato veicoli industriali: febbraio 2016 a quasi +60% sul 2015

21 marzo 2016

Vola il mercato dei veicoli industriali a febbraio 2016. Secondo le rilevazioni del Centro Studi e Statistiche di Unrae, l’associazione dei costruttori esteri, effettuate sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal ministero dei Trasporti, le vendite dei veicoli industriali sono aumentate nel secondo mese dell’anno del 59,8% rispetto a febbraio 2015. 

I dati di vendita mensili dei pesanti elaborati dal CSS Unrae sono una novità che ha preso il via all’inizio di quest’anno per fornire una lettura più aggiornata dell’andamento delle immatricolazioni degli autocarri (che mediamente si consolidano dopo tre mesi) e allo stesso tempo un commento sulle principali dinamiche del settore del trasporto merci.

In particolare, per i veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 ton, il dato relativo al mese di febbraio 2016 porta a una stima di 1.830 unità immatricolate contro le 1.145 del 2015. Se poi si guarda al cumulo dei primi due mesi di quest’anno (gennaio più febbraio), le immatricolazioni sono salite del 32,7% rispetto allo stesso bimestre del 2015, passando da 2.589 alle 3.435 attuali. Inoltre, per i veicoli pesanti con massa totale a terra uguale o superiore a 16 ton, l’incremento del mese è stato del 55,2% (da 934 del febbraio 2015 a 1.450 nel febbraio 2016) e il cumulato bimestrale del 33,8% (da 2.077 a 2.780 unità).

Secondo il presidente della sezione veicoli industriali dell’Unrae, Franco Fenoglio , «i notevoli incrementi che si stanno registrando sembrano dovuti alle più recenti misure di legge che hanno portato all’applicazione del superammortamento e in parte alle misure di sostegno fiscale, come il beneficio del credito di imposta per il recupero delle accise sul carburante. Benefici questi ultimi dai quali, tra l’altro, sono stati espressamente esclusi i veicoli Euro I e II dotati di retrofit».

Fenoglio frena però gli eventuali entusiasmi: «Riteniamo prematuri i tempi per esprimere una previsione di tenuta rispetto all’attuale trend. Infatti, da troppo tempo in Italia manca una politica industriale dei trasporti che definisca i necessari interventi strutturali. Aspettiamo, quindi, di verificare gli andamenti del secondo semestre dell’anno… Ci troviamo ancora con un parco circolante che è il più anziano d’Europa, con un’età media di oltre 11 anni e una presenza inaccettabile di mezzi obsoleti e ormai poco sicuri. Sarebbe di grande utilità – conclude – la predisposizione da parte del Governo di un adeguato piano di realizzazione di misure di rinnovo del parco circolante che permetta un significativo salto di qualità in termini di benefici ambientali, di sicurezza ed economici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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