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Bye bye Scudo: il furgone medio di Fiat Professional ora ha... Talento

29 marzo 2016

Il nuovo veicolo da lavoro è frutto di un accordo con Renault, ma esprime nel design (leggi: la griglia frontale a due blocchi) i tratti tipici di Fiat Professional. Ma soprattutto con le quattro versioni proposte (furgone, pianalato, doppia cabina e persone) e le motorizzazioni twinturbo fino a 145 cv, ampliano l'offerta della casa nel segmento. Ordinabile da maggio

A Fiat Professional – si sa – piacciono i soldi. Quelli che riescono a mettere in tasca i clienti lavorando con veicoli efficienti. Ma anche quelli antichi e che da anni utilizza per dare ai propri mezzi da lavoro un nome in grado di esprimere valore. Così dopo il Fiorino, il Doblò e il Ducato, la casa di Torino tira fuori dal cilindro il Talento. Un nome-soldo, come sempre, ma anche un nome simbolico, che evoca l'inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività.

Curiosità: Talento non è un nuovo nome a Torino. Nel listino Fiat comparve insieme al primo Ducato, quando veniva usato per individuare una versione extra-corta del furgone, in uso dal 1989 al 1995, prima cioè della nascita dello Scudo, ora definitivamente andato in pensione. Il perché è noto: Fiat Professional ha sciolto Sevelnord, la joint venture che la legava a PSA nel segmento dei mid van (per conservare invece Sevelsud, attiva nel segmento dei furgoni grandi). E siccome in questo mondo è difficile rimanere single (prova ne sia il fidanzamento già ufficializzato tra PSA e Toyota), subito ha trovato un partner in un altro costruttore come Renault, che nel settore dei veicoli commerciali gode di longevo blasone, al punto da riuscire a stabilire relazioni incrociate con diversi costruttori.
Talento infatti nasce a Sandouville, sulla stessa linea di produzione di produzione su cui vede la luce il Renault Trafic (ma anche l’Opel Vivaro). Anche se, a vedere le prime foto e soffermandosi in particolare sul design di calandra e paraurti, sprigiona il carattere tipico dei veicolo da lavoro Fiat. La griglia, infatti, è distinta in due blocchi, tenuti separati da una striscia cromata, in grado di infondere al frontale maggiore leggerezza, ma anche di acuire le somiglianze con Ducato e Doblò. Senza considerare che in questo modo si accentuano le linee orizzontali del veicolo e quindi il senso di larghezza e di capacità di carico che esprime.
Detto questo, del nuovo Talento non si sa ancora molto. Di certo, sarà articolato in quattro versioni: furgone, trasporto persone, furgone doppia cabina e pianalato. Di certo monterà un doppio motore diesel di derivazione Renault, sovralimentato con turbo e twinturbo, in grado di raggiungere la massima potenza di 145 cv. Cosa che lascia supporre che il 1.6 – ribattezzato, se la tradizione non imganna, Multijet – verrà proposto su almeno su quattro tarature, due raggiunte con il semplice turbo, le altre due con il twinturbo.
Di dimensioni non si parla, ma tutto lascia immaginare che saranno analoghe a quelle del Trafic (anche perché poco modificabili in termini industriali) e quindi molto articolate. Prova ne sia che in casa Fiat, senza specificare le dimensioni, danno per certo un ampliamento dell’offerta complessiva e del numero di soluzioni fornite.

L’ultimo dato certo, per ora, è che il veicolo sarà ordinabile da maggio. Quando saranno chiariti tutti i dettagli. Prezzo compreso, ovviamente. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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