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Il presidente di Unatras scrive a Monti e risponde alla Fita

19 dicembre 2011
Il momento è delicato. L’autotrasporto ha stabilito di scendere sul piede di guerra ed è in attesa di formalizzare la proclamazione di fermo. Al punto che si sa che ci sarà nella seconda metà di gennaio, ma non c’è ancora certezza sulla data. Segno che forse in Unatras c’è ancora voglia di stabilire un dialogo il più costruttivo possibile con il governo Monti.
Proprio a questo scopo Francesco Del Boca, in veste di presidente di Unatras, ha deciso di scrivere una lettera aperta in cui si rivolge direttamente al presidente del consiglio e gli ricorda come “le associazioni dell’autotrasporto abbiano cercato negli ultimi anni di risolvere alcuni dei principali problemi che attanagliano il settore”, di come dopo “tante mediazioni e sacrifici abbiano ottenuto alcuni buoni risultati” sul fronte dell’accesso alla professione, dei costi della sicurezza, del contenimento dei costi, della corresponsabilità dei committenti. Ma come tutte queste cose adesso sono a rischio di essere smantellate dal  “nuovo Esecutivo da Lei presieduto".
È ovvio – argomenta sempre il presidente di Unatras – che l’autotrasporto sia contrario a tale smantellamento, così come è ovvio che cercherà di fermarlo in tutte le modalità, compresa “se fosse necessaria, quella estrema del fermo dei servizi di trasporto”. Ma – aggiunge – (proprio per evitarlo: aggiungiamo noi) ancora “attendiamo una convocazione in cui spiegare le nostre ragioni”.
Fin qui Del Boca parla a Monti. Quindi cambia interlocutore, rivolgendosi alla Fita e alla sua presidente Cinzia Franchini, per sottolineare come coloro che non erano presenti all’Esecutivo dell’Unatras che ha proclamato il fermo “dovranno spiegare alle aziende che rappresentano le motivazioni che li hanno portati a non presenziare a un momento così importante per l'autotrasporto italiano”.
Infine Del Boca risponde alle accuse della CNA-Fita di aver convocato arbitrariamente l’Esecutivo senza mezzi termini: “il presidente di Unatras ha facoltà di convocare l’esecutivo ogni volta che vi siano ragioni gravi che coinvolgono la categoria”. Come a dire, il resto sono chiacchiere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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