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Belgio: la polizia rimuove i blocchi con la minaccia di confiscare i camion. Protesta a un bivio

7 aprile 2016

È ormai una settimana che in Belgio è partito il nuovo sistema di pedaggio. E sulle strade questa innovazione ha portato con sé una striscia di blocchi e manifestazioni. Dopo qualche giorno, peraltro, le associazioni dei vettori hanno preso le distanze dalla protesta, tanto che i manifestanti hanno cercato di coinvolgere e sensibilizzare altre categorie e di spostare i blocchi verso luoghi e direttrici sensibili, come le aree aeroportuali, i grandi centri di distribuzione e i confini di Stato.

Secondo fonti locali, nelle Fiandre molti blocchi erano stati rimossi già ieri. Permanevano invece alcune situazioni critiche nella Vallona, la regione di lingua francese, e in particolare nell’area di Tournai. Anche se nel tardo pomeriggio di ieri, anche a causa di pressioni che arrivavano da paesi confinanti, le forze dell’ordine belghe sono intervenute per rimuovere un blocco vicino a Baisieux lungo la A27, non molto distante dal confine con la Francia.

Dalle testimonianze degli autisti, pare che l’azione sia stata particolarmente violenta. Parlano infatti di un’azione condotta con elicotteri, autopompe e un centinaia di uomini che si sono fatti strada minacciando a carico dei manifestanti la confisca del veicolo, il ritiro della patente di guida per quindici giorni e una reclusione di dodici ore.

Ma quali conseguenze avranno queste azioni di forza? Difficile rispondere. Anche perché la protesta ormai da qualche giorno non gode più del sostegno dei sindacati e delle organizzazioni di categoria del paese. D’altra parte in Belgio l’autotrasporto è un settore molto poco sindacalizzato: di 8.300 imprese esistenti, soltanto la metà aderisce a una qualche sigla. Ma è la metà “scoperta” che insiste per la linea dura. Senonché il pugno di ferro usato dal governo e dalla polizia in queste ore potrebbe scoraggiare e far desistere qualcuno, ma al tempo stesso potrebbe radicalizzare le posizioni di altri. Staremo a vedere. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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