UFFICIO TRAFFICO

Per i camion un badge diverso per entrare in ogni porto. E se invece fosse uno unico?

15 aprile 2016

Il porto di Genova e il Terminal container VTE di Voltri sono considerati siti sensibili e quindi l’autorità portuale ha predisposto una procedura di sicurezza che consente agli autotrasportatori di accedere alle aree portuali per caricare e scaricare i container soltanto se in possesso del badge digitale personale.

Ma anche l’Autorità Portuale di Ravenna ha implementato il sistema di controllo accessi alle aree portuali che rende necessario dotarsi di una tessera di riconoscimento che consente l’apertura automatica dei varchi ai quali l’intestatario è abilitato ad accedere.

Un tesserino diverso per ogni porto per essere autorizzati fare il proprio lavoro? Contro questo paradosso  burocratico si è schierato Trasportounito, che si è rivolto oggi ai ministri di Trasporti e Infrastrutture Graziano Delrio e della Semplificazione e PA Marianna Madia chiedendo un intervento urgente che affidi a un organismo nazionale la gestione della raccolta delle anagrafiche dei conducenti, con procedure di aggiornamento centralizzate, di carattere pubblico per la riservatezza dei dati, valide per tutte le autorità portuali. 

Secondo Trasportounito, il web potrebbe consentire un’interfaccia diretta con le imprese di autotrasporto per i necessari aggiornamenti del data base dei conducenti, questo in attesa della realizzazione di una apposita «APP ministeriale» scaricabile sugli smartphone per identificarsi ai varchi di tutti i porti italiani. Il fatto che ogni Autorità portuale richieda l’esibizione di un badge personale (magari a pagamento) obbliga per un verso i trasportatori a dover presentare varie richieste, avere più tesserini e sostenerne i costi, per un altro le autorità portuali a ricevere e gestire tutta la – tanta – documentazione necessaria. Insomma, tanta burocrazia, tanti costi per poi non garantire la sicurezza sulle banchine perché – sottolinea Trasportounito – chi si occupa di sicurezza sa quali e quanti sono i coni d'ombra nel ciclo logistico rendendo di fatto vani i controlli.

Ecco quindi la richiesta dell’associazione per la realizzazione di un’unica anagrafica nazionale e un unico badge valido per il personale viaggiante come documento unico di sicurezza per tutti i porti Italiani. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home