UFFICIO TRAFFICO

Trasportatore sbaglia dichiarazione per recupero accise: 3 mesi di carcere e 28 mila euro di multa

25 aprile 2016

Quasi tre mesi di reclusione e una multa di oltre 28 mila euro. È la pena che ha colpito un autotrasportatore di 30 anni, di origini pachistane ma residente nel trentino, che dopo aver costituito una piccola impresa di autotrasporto si era affidato per tutti gli oneri burocratici a un commercialista, anche perché non ancora perfettamente “padrone” della lingua italiana. Ma il commercialista ha fatto un po’ di confusione e nelle dichiarazioni per il recupero delle accise ha inserito anche veicoli leggeri, di peso cioè inferiore alle 7,5 ton, che non accedono al beneficio in questione. In questo modo il trasportatore ha evaso una cifra superiore ai 31 mila euro, ma soprattutto, secondo l’Agenzia delle Dogane che lo ha portato in giudizio, ha violato la normativa sulle accise, ma ha anche commesso un falso privato in atto pubblico.

La difesa aveva cercato di mitigare la pena appellandosi alla buona fede del trasportatore, che non era in alcun modo animato dalla volontà di frodare il fisco. Ma il tribunale ha accolto le attenuanti generiche, ha sospeso la pena reclusiva, ma ha in ogni caso condannato il trasportatore e, con lui, anche il commercialista. Anzi, per questi, la pena è risultata superiore arrivando a 4 mesi e sei giorni di reclusione e oltre 42 mila euro di multa.

La lezione che emerge da questa vicenda è evidente. La prima riguarda il tipo di responsabilità che si assume quando si fanno autocertificazioni, visto che in caso di dichiarazioni non rispondenti al vero ci si espone a un reato di tipo penale. La seconda riguarda la scelta del commercialista. Se non è bravo, si finisce per pagare anche i suoi errori. È vero che poi l’assicurazione del professionista può in parte coprire i danni comportati al cliente, ma rispetto ai reati c’è ben poco da fare…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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