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Australia: trasportatori in protesta per abolizione del tribunale dei salari minimi di sicurezza

28 aprile 2016

Anche nella lontanissima Australia i costi minimi di sicurezza sono al centro del malcontento e delle lotte degli autotrasportatori. Ricordiamo che in Europa le tariffe minime per la sicurezza vennero soppresse in sede UE, perché ritenute contrarie al principio della libera concorrenza. Ora quella questione si ripropone anche agli antipodi del mondo, dove la protesta si è scatenata per l’abolizione da parte del Primo Ministro australiano, Malcolm Turnbull, del ‘Road Safety Remuneration Tribunal’, l’organo giudiziario cui era affidato il compito di indicare il livello sotto al quale una tariffa di trasporto mette in pericolo la sicurezza stradale. Il Tribunale, istituito nel 2012, ha il potere di affrontare direttamente le pressioni economiche sui trasportatori e sulle aziende di trasporto lungo l'intera supply chain, di fissare tariffe minime salariali, di risolvere le controversie tra autisti dipendenti e aziende o tra padroncini e i loro clienti.

Il suo scopo dichiarato è quello di riuscire a salvare vite evitando di tenere sotto pressione autisti e aziende di trasporto, inducendoli a viaggiare più velocemente, a fare a meno della manutenzione del veicolo o a “saltare” le pause previste dalla legge.

Ecco perché di fronte alla decisione del governo, più di 200 lavoratori del trasporto sono scesi in piazza a Sydney e hanno bloccato il centro città durante il “Giorno della Memoria internazionale dei lavoratori”. Secondo gli autotrasportatori, Turnbull starebbe sacrificando la sicurezza dei conducenti e in generale degli utenti della strada a favore degli interessi di Coles, una mega catena di supermercati che risulta grande finanziatrice del partito liberale del Primo Ministro. Il “tribunale dei camionisti”, come era soprannominato, era infatti, secondo i manifestanti, l’unico organo in grado di inchiodare alle proprie responsabilità le grandi aziende di trasporto o la grande committenza.

«Da più di 20 anni la ricerca indipendente ha stabilito un collegamento certo tra i costi minimi per i camionisti e la sicurezza sulle strade – ha commentato Michael Aird, segretario dell’Unione dei lavoratori del trasporto – Non è esagerato dire che persone potranno essere uccise o ferite a causa della decisione di Malcolm Turnbull di schierarsi a fianco delle grandi aziende contro i padroncini».

L'anno scorso durante le attività di lavoro sono morti 55 autotrasportatori australiani e negli ultimi dieci anni più di 2500 persone sono state uccise in Australia in incidenti di camion. L’organizzazione dell’autotrasporto evidenza la mancanza di volontà di inserire una quota per la sicurezza nelle tariffe di trasporto: «Non si tratta di una lotta tra aziende e autisti dipendenti – afferma ancora Aird – quanto di elevare gli standard per tutti i lavoratori del trasporto, tenendo conto anche dei clienti e salvando vite sulle strade».

«Dal 1970 tariffe minime erano state applicate solo a padroncini proprietari e queste piccole imprese ne avevano certamente tratto beneficio – conclude Aird – Ma queste tariffe non tengono conto del cliente e non sono estendibili a livello nazionale. La Corte aveva proprio il compito di decidere in merito, caso per caso, ma la sua abolizione da parte del Governo ha bloccato tutto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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