FINANZA E MERCATO

Azienda di autotrasporto con filiale rumena: per la Finanza serviva soltanto a non pagare tasse

4 maggio 2016

7,3 milioni di euro non denunciati al fisco attraverso uno stratagemma definito senza mezzi termini «esterovestizione». È quanto contesta la guardia di Finanza di Frosinone a un’impresa di autotrasporto della provincia della città laziale, la quale aveva aperto una propria filiale in Romania, sulla quale poi scaricava tutti gli utili di impresa, in modo da godere della tassazione più bassa garantita in quel paese. Ma in questo caso, secondo gli uomini della Fiamme Gialle, ci sarebbe un elemento che funziona come un indice incontestabile del fatto che tale assetto sociale fosse stato costruito in maniera fittizia: il controllo, la direzione e l’impulso di tutte le attività sociale provenivano sempre dalla sede italiana. E l’indice della “direzione effettiva”, come più volte confermato dalla giurisprudenza, è il criterio con cui si determina la residenza fiscale di una società.

Nel caso in questione, la società di autotrasporto avrebbe distratto al fisco 6 milioni nel corso del triennio 2011-2014 e 1,3 milioni rispetto al 2015. Oltre alla segnalazione all’Agenzia delle Entrate per verificare l’ipotesi accusatoria e stabilire le sanzione, la Guardia di Finanza ha anche denunciato il titolare dell’azienda, un uomo di 65 anni, alla Procura della Repubblica, visto che l’esterovestizione può costituire un reato di elusione fiscale.

Ricordiamo che già in passato la Cassazione, con sentenza n. 38027 depositata il 16 settembre 2014, aveva giudicato esterovestita una società che forniva servizi di trasporto a una sola ed esclusiva società italiana, le garantiva cioè autisti e trattori cui agganciare i semirimorchi carichi, sotto il coordinamento logistico effettuato sempre e soltanto in Italia.

In quel caso a far convincere i giudici del carattere fittizio della società estera era stato il ritrovamento in Italia dei documenti, in originale, che riguardavano operazioni della società slovena, la presenza presso la sede italiana di alcuni camion utilizzati dalla società slovena e l’apertura da parte della società estera di un conto corrente in Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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