FINANZA E MERCATO

Anita sul Tunnel di Base del Brennero: un’occasione per il trasporto modale

12 maggio 2016

«Trasporto merci e Tunnel del Brennero: Tunnel di Base del Brennero, quali opportunità per il trasferimento merci dalla gomma al ferro?» è il tema di un convegno organizzato da Assoimprenditori Alto Adige e dedicato agli scenari di sviluppo del trasporto intermodale in previsione dell’apertura della galleria di base del Brennero (apertura prevista 2027) strategica per il futuro del trasporto merci.

«Quella che sarà la galleria ferroviaria più lunga al mondo con i suoi 64 chilometri, situata sul corridoio 1 delle reti Ten-T che va da Berlino a Palermo, porterà grandi cambiamenti per il trasporto delle merci favorendo il trasferimento modale dalla gomma al ferro» ha dichiarato Thomas Baumgartner, presidente di Anita, nel suo intervento, arricchito da una analisi dei flussi di traffico attraverso il confine con l’Austria, che ha messo in evidenza i vantaggi del trasporto intermodale non accompagnato rispetto a quello ferroviario tradizionale o all’intermodale accompagnato.

Il Tunnel, che si svilupperà a una quota di 794 metri (sul livello del mare), con un’altitudine di 1.371m è il valico più basso dell’arco alpino. Destinata esclusivamente al trasporto ferroviario, le tratte avranno una pendenza media dell 5% e permetterà un trasporto più rapido delle merci (che dovranno viaggiare a 120 chilometri orari) e un aumento dei relativi carichi. La lunghezza dei treni potrà essere aumentata da 550 a 750 metri con peso complessivo di 2.000 tonnellate usando soltanto una locomotiva e non più tre come avviene attualmente.

«Ciò parificherà la capacità della linea a quelle del resto d’Europa con un significativo aumento della produttività pari al 30% e rappresenterà una occasione unica per lo sviluppo dell’intermodalità - ha aggiunto Baumgartner - Se la politica non sarà in grado di completare il processo di liberalizzazione del settore ferroviario con la completa separazione dell'infrastuttura dai gestori ferroviari garantendo contemporaneamente maggiore competitivtà e pluralità di offerta dei servizi, si rischia che i vantaggi di produttività non si trasformeranno in migliori tariffe per il trasporto intermodale ferroviario e con il conseguente mancato passaggio delle merci dalla gomma alla ferro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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