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8 giugno, parte il nuovo Sistri. CNA-Fita denuncia: «Č uguale al precedente»

26 maggio 2016

Altro giro, altra legge. Il Sistri riparte da una nuova normativa contenuta in un decreto 78/2016 già comparso sulla Gazzetta Ufficiale e che entrerà in vigore il prossimo 8 giugno, anche se molti punti per diventare operativi dovranno attendere i decreti attuativi del ministero dell’Ambiente. Chiariamo però subito un punto: la normativa non contiene uno stravolgimento dell’attuale sistema, visto che i soggetti che devono aderirvi sono gli stessi, il contributo è lo stesso e sostanzialmente anche le modalità operative restano invariate, fatta eccezione forse per quanto riguarda una procedura semplificata che dà la possibilità di affidarsi per gli adempimenti sulle comunicazioni al Sistri alle associazioni di categoria.

Andando infatti a vedere nel dettaglio le nuove – anche se in parte vecchie – disposizioni si scopre che imprese obbligate al Sistri restano quelle che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi, quelle che trasportano a titolo professionale rifiuti pericolosi prodotti da terzi, quelle che trasportano rifiuti pericolosi da loro stessi prodotti iscritti all’Albo nazionale gestori ambientali in  categoria 5, o, se iscritti in categoria 2-bis, solo quando obbligati ad aderire come produttori.

Il come iscriversi sarà specificato da specifici decreti attuativi. E comunque, trascorsi 30 giorni dall’iscrizione, saranno consegnati dispositivi USB e credenziali per l’accesso al sistema e l’inserimento dei dati. Ma soprattutto a seguito dell’iscrizione le imprese devono versare un contributo annualmente, con tariffe che vengono già fissate nell’allegato del decreto.

Per la compilazione della scheda Sistri è necessario indicare quantità e caratteristiche qualitative dei rifiuti entro un tempo, in genere, di dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto stesso.

La novità è contenuta nell’articolo 19 in cui è previsto che produttori e trasportatori possono delegare la gestione operativa alle associazioni imprenditoriali di categoria rappresentative sul piano nazionale. L’articolo 20 fornisce ai produttori obbligati all’iscrizione la possibilità di adempiere ai relativi obblighi attraverso il servizio pubblico di raccolta o altro circuito a cui conferiscono i rifiuti previa convenzione.

Dal ministero fanno sapere che entro settembre si concluderà la gara per l’assegnazione del nuovo sistema e che ci sarà un periodo in cui il precedente gestore e il nuovo lavoreranno insieme.

Dalle associazioni di categoria dell’autotrasporto si sono levate voci di protesta mista a delusione. CNA-Fita – si legge in una nota – lamenta il fatto che il nuovo Sistri è «al momento lo specchio del precedente. Rimangono l’impegno a intervenire e le promesse di semplificazione e riduzione dei costi. Tutto rinviato però a decreti successivi». 

La delusione maggiore, oltre che sul sistema rimasto  basato su dispositivi Usb e black box, si appunta sui contributi annuali, «dovuti a prescindere dall’effettiva operatività del sistema» e non ridotti contrariamente a quanto promesso dal ministero.

Per sperare in un alleggerimento bisognerà attendere la conclusione delle procedure di affidamento del sistema a un nuovo gestore. Ma CNA-Fita non si fa troppe illusioni: «Non ci rimane che auspicare un miracolo dal futuro concessionario, quando verrà individuato, che stravolga il Sistri attuale e definisca un sistema di tracciabilità in grado di recepire le promesse di semplificazione che, oggi, possiamo solo leggere sulla carta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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