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Ultimatum di Unatras al governo: senza la rapida attuazione degli impegni scatta il fermo

7 giugno 2016

Avete presente una partita a scacchi? Il confronto tra governo e associazioni di categoria sembra assumere connotati analoghi. Oggi pomeriggio l'Esecutivo dell'Unatras ha deciso all'unanimità che quanto proposto dai rappresentanti del ministero nell'incontro del 1° giugno scorso non è sufficiente e soprattutto non tiene fede alle promesse fatte lo scorso novembre. Proprio per questo rimane l'insoddisfazione e anche la minaccia di un fermo. Ma prima della decisione finale in tal senso si propone una sorta di ultimatum: o il governo presenta già nei prossimi giorni i provvedimenti annunciati lo scorso 1° giugno, con particolare riferimento alla questione delle spese documentate così da renderli fruibili per l’imminente scadenza fiscale, oppure l'Esecutivo di Unatras "si riunirà nuovamente il 22 giugno per formalizzare l’attuazione delle procedure previste per il fermo dal codice di autoregolamentazione”.

A quanto si sa la proposta di Unatras è quella di utilizzare 10 milioni dei 65 non spesi (e per adesso non spendibili a causa della contrarietà di Bruxelles) e destinati alla decontribuzione del costo del lavoro degli autisti impegnati nel trasporto internazionale, per innalzare il sostegno per le deduzioni forfettarie. Con questa ulteriore integrazione, infatti, i fondi per le spese non documentate, quantificati inizialmente in 60 milioni e già innalzati a 70, finirebbero per diventare 80 e così sarebbero sufficienti per concedere i 56 euro al giorno, così come stabilito negli accordi tra governo e associazioni.

A questo punto la palla passa al governo che verosimilmente convocherà le associazioni di settore per accettare o respingere le loro proposte. L'importante, però, è fare in fretta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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