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DAF LF: l’ibrida curva dell’efficienza

13 luglio 2016

Il veicolo medio da distribuzione assume connotati da pesante con una catena cinematica ottimizzata, nuovi passi che allungano la carrozzabilità e tanti sistemi e accessori ereditati dalle gamme superiori

DAF LF è un veicolo da distribuzione e tale rimane in tanti contesti, compreso quello italiano. Ma è un veicolo che, soprattutto nell’Europa orientale, viene spesso utilizzato anche per lungo raggio. Ecco quindi che gli ingegneri di Eindhoven hanno preso una serie di soluzioni presenti sulle gamme maggiori per iniettarle su quella media, assecondano le esigenze di comfort di tanti trasportatori e rendendo più efficiente l’attività di distribuzione, soprattutto quando esce dal contesto urbano e si misura su distanze regionali o nazionali.

I motori ottimizzati
La prima importante innovazione dell’LF 2016 riguarda i motori. Di quello più piccolo, il Paccar PX 5 da 4,5 litri, tarato su due livelli di potenza (152 e 213 cv), viene rivisto il software che gestisce il funzionamento della valvola VTG e dell’EGR, il sistema di post-trattamento che abbassa la temperatura di combustione e gli NOx mixando con i gas di scarico l’aria fresca esterna. L’ottimizzazione consiste nell’allungare l’intervallo tra una rigenerazione e l’altra, così da conservare il motore più pulito e contenere i consumi di circa il 5%.
Quello più grande, il Paccar PX 7 da 6,7 litri, tarato su due livelli di potenza (223 e 314 cv), è ora disponibile come optional con cambio automatico AS Tronic a 12 marce, capace di ottenere, rispetto a quello a 6, PTC più elevate fino a 32 ton. Inoltre, il maggior frazionamento dei rapporti consente di viaggiare su regimi più bassi e quindi di contenere sia il consumo di carburante sia la rumorosità.
Per lo stesso fine lavorano anche i nuovi spoiler aerodinamici, studiati pure per essere accoppiati con cassoni larghi tra 2,50 e 2,55 metri e in grado di generare un risparmio di gasolio rispetto al passato del 4%.

Sette passi per un veicolo allungato
A cambiare anche visivamente l’immagine del piccolo DAF è l’introduzione di sette inediti passi con lunghezze fino a 6,90 m, in modo da garantire una carrozzabilità superiore ai 9 m e massima capacità di carico e le personalizzazioni diventano tantissime. Ecco allora l’LF da 12 ton (volendo riducibile a 11,5 in funzione del conto terzi) ottimo per la raccolta rifiuti ma anche carro attrezzi o per la distribuzione urbana. Oppure da 14 ton per missioni più pesanti. Senza dimenticare il 18 ton allestibile con cassone fisso o centina, che arriva ad avere più portata del CF a parità di massa totale a terra. Insomma, soluzioni utili a un ampio arco di clientela, soprattutto chi trasporta mobili o, più in generale, merci dal basso peso specifico per cui il passo allungato aiuta a raggiungere volumetrie importati.
I nuovi passi consentono di aumentare la capienza del serbatoio carburante fino a 1.240 l, interessante per poter programmare il rifornimento lavvove costa meno (distributore aziendale piuttosto che sulla rete).
Altre innovazioni utili sono la possibilità di avere una presa d’aria a mezza altezza dietro la cabina e la predisposizione di un generatore per l’unità frigorifero (raffreddato ad acqua, da 22,5 kW), in combinazione con il motore da 4,5 litri. 

Le eredità dei pesanti
Altre innovazioni prese a prestito dalle gamme pesanti riguardano le luci posteriori a LED (in opzione) e il quadro strumenti che oltre a svolgere funzioni da assistente alla guida, visualizza i dati del tachigrafo, la data del successivo intervento di manutenzione e tutto quanto riguarda l’eventuale accoppiamento del telaio con un allestimento.
Di serie l’LF è inoltre equipaggiato dell’impianto frenante d’emergenza avanzato, dell’allerta anticollisione anteriore, del controllo velocità di crociera adattativo e del sistema di allerta in caso di abbandono corsia. Tutti sistemi già presenti sui CF e sugli XF.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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