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I Fuel Duel di Mercedes-Benz: gasolio ti sfido

28 luglio 2016

Tre aziende di autotrasporto (MIS, FA Chemical, Vanni Trasporti) hanno «raccolto il guanto di sfida» e aperto le porte della propria flotta a un Actros per verificare eventuali «di più» offerti dal veicolo della Stella

Continuano i Fuel Duel, le sfide che Mercedes-Benz lancia agli altri marchi per dimostrare sul campo le performance dell’Actros in termini di consumi. L’Actros, d'altra parte, tra tutti i pesanti in circolazione, è quello che ha vissuto l’innovazione più radicale, visto che della versione precedente si sono salvati una manciata di bulloni e poco più. Sia le sue parti esterne, quindi, sia gli interni delle sue cabine, costituiscono una sorta di avanguardia, il punto più avanzato di quanto offre il mercato.

Nulla di più facile, quindi, che un veicolo molto evoluto, messo a confronto con altri basati su uno sviluppo industriale più datato e magari gravati da qualche primavera sulle spalle, risulti vincente su più aspetti. Lo dice la logica, ma lo dicono anche le esperienze. Così, siamo andati a verificare nella pratica quotidiana, all’interno di tre aziende di trasporto italiane com’è giudicato un Actros quando trova spazio in un parco composto da veicoli di altri marchi.

Bassi consumi… anche a noleggio
Siamo nel Bresciano, da sempre considerata la patria del tondino e della siderurgia. E proprio materiali siderurgici trasporta la Magli Intermodal Service (MIS) di Rezzato anche se spesso il trasporto su gomma è un momento di un servizio che integra altre modalità, comprese ferro e nave. «Mediamente i nostri veicoli percorrono i 50-60 km che ci separano dai terminal ferroviari lombardi – ci spiega il responsabile amministrativo Aleando Paletti –oppure si spingono in quelli veneti e piemontesi. A fine mese la media arriva tra gli 8 e i 10.000 km, tutti affrontati a peso massimo. Con i coils si va fino a 440 quintali, con i rottami si sale anche a 462».
La sfida dell’Actros si è svolta con un 1848 affidato a due autisti che, come puntualizza Paletti, «non erano mai saliti su quel veicolo». Eppure, per entrarci in sintonia ci hanno messo poco, almeno a giudicare dalle medie di consumo che sono subito riusciti a ottenere. «Un giorno uno dei due è riuscito a toccare una punta di 3,9 km/litro. I due autisti, fino a quel momento, viaggiavano su due veicoli diversi: il primo, di 5-6 anni, consumava 2,7 km/l, il secondo circa 3,0 km/l. La media complessiva ottenuta nel test con l’Actros parlava di 3,65 km/litro». 

Un occhio al gasolio, l’altro alla sicurezza
Scendiamo per fermarci a Lodi, dove da oltre 70 anni ha sede un’azienda storica del settore chimico, la Aldo Ferrari Trasporti, da poco diventata FA Chemical. Qui l’Actros “duellante” si è fatto in due: da 420 cv e da 450 cv anche se unico è il risultato «Abbiamo registrato i consumi di entrambi – racconta il direttore degli acquisti Paolo Ceruti – e per tutti e due la diminuzione rispetto ai valori medi della nostra flotta è stata del 3,5%. In valori assoluti, equivale a un consumo tra i 26 e i 27 litri/100 km». In pratica, tra i 3,7 e i 3,8 km (abbondanti) con un litro, numeri tanto più significativi se si considera che la percentuale di carico medio viaggia intorno al 75%. Ma soprattutto numeri che, alla fine dei 105.000 km che mediamente un veicolo della FA Chemical percorre ogni anno, possono fare la differenza. Numeri appena arrotondati anche dai consumi di Adblue: «A fronte di un consumo medio dell’intera flotta di circa il 5% - calcola Ceruti – i primi Actros si sono fermati al 3%, gli ultimi arrivati salgono quasi al 4%».

L’affidabilità misurata nel tempo
Siamo ora a Viareggio, dove opera la Vanni Trasporti. Il suo settore di eccellenza – il trasporto rifiuti – è tra quelli che più hanno resistito ai morsi della crisi. Ma è anche un settore complicato in termini autorizzativi e operativi. «I nostri veicoli – conferma Andrea Vanni – coprono missioni medie di 400 km al giorno, sempre a pieno carico, spesso in contesti impegnativi, come possono essere le vie che portano alle discariche». In più c’è il gravame del carico/scarico oneroso, nel senso che il piano mobile, l’allestimento principe del settore, è attivo quando si riempie e si svuota il semirimorchio, operazioni che in media durano rispettivamente 7 e 20 minuti e si reiterano 3 o 4 volte al giorno. «Questo significa – quantifica Vanni – che circa un 10% di gasolio consumato è bruciato a veicolo fermo, con la pompa attaccata alla presa di forza. Nel complesso siamo intorno ai 2,9 km/litro, non troppo distanti dalle medie che fanno registrare i veicoli della nostra flotta ma quello che ci piace di queste macchine è l’affidabilità vale a dire la totale assenza di fermi macchina. In questo modo si incrementa la produttività del veicolo, elemento che può avere maggior valore rispetto a qualche litro di gasolio risparmiato».

Maggiori approfondimenti li trovate su Uomini e Trasporti di agosto-settembre

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