UFFICIO TRAFFICO

Crescono del 3,5% le Autostrade. Stangate in Veneto e Val d’Aosta

9 gennaio 2012
Ci siamo. Puntuali come un debito, con l’anno nuovo arrivano gli aumenti delle Autostrade. A quanto ammontano? Come al solito c’è un dato medio, che ovviamente nasconde aumenti a doppie cifre e altri insignificanti. L’aumento medio della rete gestita da Autostrade per l’Italia è del 3,51%, già di per sé superiore rispetto al 2,7% subito lo scorso anno. Ma chi avrà dolori di pancia forti saranno quelli che viaggiano con regolarità sulla RAV e sulla SAV, vale a dire sul raccordo e sulle autostrade della Valle d’Aosta, che si troveranno a sborsare rispettivamente il 14,17% e l’11,75% in più.
Brutte notizie anche dal Veneto, visto che le Autovie Venete aumentano i pedaggi di quasi il 13%. Per fortuna che sempre da quelle parti l l’A4 Venezia- Padova, la Tangenziale Ovest di Mestre e il Raccordo con aeroporto Marco Polo, fanno segnare una riduzione dell’1%, mentre il Passante di Mestre scende fino all’1,8%.
Per il resto gli aumenti sono a macchia di leopardo. La Brennero cresce dell’1,22%, la Padova-Brescia del 5,62%, la Cisa dell’8,17%, la Autostrada dei Fiori del 5,22%, la Roma-Teramo e la Roma-Pescara dell’8%. Rimangono sostanzialmente uguali i pedaggi della Asti-Cuneo e delle Autostrade Siciliane, mentre quelli sulle Autostrade meridionali contengono l’aumento allo 0,31%. Qual è la ragione degli aumenti? La risposta di Autostrade per l’Italia è la seguente: un incremento dell’1,47% consiste nel 70% dell’inflazione da luglio 2010 a giugno 2011; l’1,99% riguarda gli investimenti addizionali, lo 0,05% viene giustificato sotto una generica voce “altri investimenti”. Secondo l’Aiscat, l’associazione che riunisce le concessionarie autostradali italiane, la media degli aumenti è del 3,1% a fronte di una spesa per la manutenzione di 123mila euro a chilometro (715 milioni in tutto) e all’apertura di 142 nuovi cantieri per un importo totale di 2,7 miliardi di euro con il completamento di 94 opere costate 614 milioni.
Tanti soldi, ma sono ugualmente tanti quelli richiesti a chi trasporta. E i conti alla fine non tornano mai.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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