FINANZA E MERCATO

Ecco dove sono e “come galleggiano” le navi di Hanjin

12 settembre 2016

Imbarca o no acqua la nave Hanjin? Tendenzialmente sì, ma ancora non completamente. Nei giorni scorsi era arrivata una boccata di ossigeno con la decisione del Tribunale di Newark di accogliere la domanda della società sud per la protezione dal fallimento. E a quel punto gli spedizionieri americani hanno ripreso lo scarico di quei container rimasti a lungo bloccati: complessivamente nelle stive della compagnia ci sono circa 400 mila teu, il cui controvalore è stato calcolato in 14 miliardi di dollari.

Altra boccata di ossigeno è arrivata poi da Korean Air, azionista di riferimento di Hanjin, che ha capito che senza far sentire il profumo dei soldi ai terminalisti difficilmente si riusciva a far attraccare le navi. La fiducia creditizia della compagnia coreana, infatti, aveva toccato un tale livello che nessuno si fidava sulla sua capacità di pagare le tasse portuale e altre spese. Così dalla compagnia aerea sono arrivati 55 milioni di dollari, che saranno spicci rispetto ai 5,6 miliardi di buco nelle casse di Hanjin, ma che, uniti ad altri 9 milioni reperiti dalla stessa società, sono serviti a rimettere in moto non poche navi, almeno dall’altra parte dell’Oceano.

Intanto, come si già preannunciava nei giorni scorsi, l’altra compagnia marittima coreana che Seul vorrebbe al capezzale di Hanjin, vale a dire Hyundai, ha fatto sapere che coprirà la tratta Asia-Europa con 9 navi aggiuntive e quella Asia-Usa con 4. Altra boccata di ossigeno, almeno per il mercato.

Ma dove sono in questo momento le portacontainer della compagnia coreana? In base a una nota diffusa dalla stessa compagnia in questo momento ci sono 51 navi più o meno bloccate.

Nel Mediterraneo, a Valencia, ci sono Hanjin Spain, Hanjin Bosal e Hanjin Santos, a Barcellona attende la Hanjin Shenzhen, mentre più su, ad Amburgo stazione la Hanjin Europe.

La Hanjin Switzerland, la Hanjin Buddha, la Hanjin Africa e la Hanjin Asia hanno un problema ancora maggiore: non avendo il nulla osta per poter navigare sul Canale di Suez saranno costrette a circumnavigare l’Africa.

Di tutte le altre, soltanto 20 ((Hanjin Piraeus, Hanjin Rio De Janeiro, Pacita, Hanjin Atlanta, Hanjin Hamburg, Hanjin Green Earth, Hanjin Aqua, Hanjin Yantian, Hanjin Namu, Hanjin Budapest, Hanjin Port Kelang, Hanjin Xiamen, Hanjin Hungary, Hanjin China, Hanjin Blue Ocean, Maersk Senang, Hanjin Tabul, Hanjin Marine, Hanjin Bremerhaven, Hanjin Croatia) sono in viaggio e si trovano tutte in Asia, 5 sono state fermate dalla stessa compagnia, mentre 10 sono state poste sotto sequestro a seguito di richiesta dei creditori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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