UFFICIO TRAFFICO

Accettavano omaggi (in denaro) da imprese di autotrasporto: inquisiti poliziotti in controllo sulla E45

24 settembre 2016

Omaggi in occasione del Natale. Un gesto tutto sommato innocente. Ma nel caso di quelli ricevuti da alcuni poliziotti della sezione della polizia stradale di Bagno di Romagna, non si trattava propriamente di liberalità disinteressate. Innanzi tutto perché si trattava anche (e non solo) di somme di denaro. E poi perché spesso provenivano da una serie di società di autotrasporto (dalle intercettazioni telefoniche sembrano coinvolte in sedici e dislocate in ogni dove: Forlì-Cesena, Umbria, Lazio e Veneto) interessate a far chiudere un occhio agli agenti in particolare sul tratto di strada - la E45 - controllato dalla sezione in questione, vale a dire da Casemurate fino a Pieve Santo Stefano, in Toscana.

L'indagine, partita internamente dalla  sezione di polizia giudiziaria del compartimento di Bologna, è poi finita sui tavoli della procura di Folrì che non ha avuto dubbi: siamo davanti a un caso di concussione e di truffa ai danni dello Stato. Anzi, a uno dei poliziotti sotto inchiesta è stata addirittura inflitta la sospensione del servizio per dieci mesi.

La difesa dei poliziotti cerca di minimizzare il fatto. Parlano di un fondo cassa costituito tra colleghi e poi usato alla bisogna. Fatto sta che in questo fondo cassa, consegnato agli inquirenti, c’erano più di 27.000 euro. Un po’ troppi? «Si erano accumulati nel corso degli anni», hanno spiegato gli agenti, sottolineando però che questo accumulo non è mai avvenuto in modo illegale.

Dagli atti dell'inchiesta, comunque, sembra che i poliziotti accettassero anche cene, prosciutti, buoni carburante, pacchi doni e tanto altro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home