LOGISTICA

Zero gradi: criticità e opportunità di business lungo la catena del freddo

27 settembre 2016

Il trasporto a temperatura controllata è senza dubbio uno dei comparti di maggiore dinamismo e in continua evoluzione, ma che per coglierne le opportunità che esso offre ed essere presente su nuovi business, è necessario conoscere a fondo il mercato, le mutazioni delle abitudini di acquisto dei cittadini e di conseguenza i trend della logistica distributiva. È il quadro emerso dal workshop «Zero Gradi – La catena del freddo: criticità e opportunità di business nei comparti della distribuzione del farmaco e dell’alimentare» organizzato nei giorni scorsi a Milano da TForma e promosso da Lamberet, con la partecipazione di Autoclima, Thermoking, VDO e ZF.

Secondo Paolo Volta (docente di Economia dei Trasporti) nell’arco temporale fino al 2030 si assisterà a una forte crescita sia delle consegne di alimenti freschi (già aumentati del 40% tra il 2010 e il 2014) sia dei farmaci con una stima di crescita di circa il 13%. La cosiddetta IV gamma (prodotti ortofrutticoli pronti al consumo) sta dando una forte accelerazione al settore, evidenziando come i mutamenti sociali e le modifiche dei comportamenti dei consumatori stanno e sempre di più influenzeranno il mercato della distribuzione.

A rafforzare questo concetto ci sono i dati di vendita dei veicoli commerciali isotermici - con incrementi mese su mese anche del 17%(fonte Unrae) - forniti da Antonello Serafini (direttore commerciale di Lamberet) che prevede una diminuzione delle vendite di questi beni nei classici supermercati, a favore dell’e-commerce e dei mercati a chilometro zero.

Una distribuzione, quella dell’ultimo miglio, che assume un ruolo strategico e altamente qualificato; dove, nella visione di Roberto Sterza (consulente marketing e comunicazione del settore automotive), l’intera catena logistica sarà connessa a una rete digitale, dal centro di smistamento fino al destinatario finale. Una distribuzione che vedrà avanzare nuovi operatori – sulla scia di Uber – e di nuove tecnologie a supporto come le autostrade elettriche, il platoonig, i veicoli assistiti da droni.

Anello debole di tutto questo, resta l’aspetto normativo che, soprattutto in campo ATP, non trova omogeneità tra gli Stati comunitari e manca ancora di un punto di riferimento per gli operatori del settore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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