UFFICIO TRAFFICO

Torino: sequestro di cellulare per verificare se l'autista lo stesse usando al momento del sinistro

3 ottobre 2016

Telefonare mentre si guida ormai è un comportamento sempre più diffuso e sempre più pericoloso, visto che sta facendo lievitare il numero degli incidenti. Così seguendo l’esempio di quanto fanno in materia Svizzera e Germania, anche l’Italia ha deciso di passare a una forma dissuasiva concreta: il sequestro del telefono dopo un incidente, per verificare se effettivamente nel momento del sinistro chi guidava stesse parlando o svolgendo altre operazioni con il cellulare. È successo a Torino e per ora è il primo caso, ma potrebbe sicuramente avere un seguito. Per la precisione il nucleo di investigazione scientifica della polizia municipale ha ritirato e analizzato gli apparecchi tecnologici usati da un conducente per capire se stesse usando il telefono nel momento in cui è avvenuto il sinistro.

Le statistiche come si diceva sono allarmanti: Polizia e Carabinieri parlano di 48.524 infrazioni commesse nel 2015 per mancato utilizzo di apparecchi a viva voce o di auricolari, vale a dire il 20,9% in più rispetto al 2014. E a quanto sembra proprio questo fattore giustificherebbe l’aumento del numero delle vittime della strada, tornato a crescere dopo anni di flessione.

D’altra parte ci sono associazioni come l’Asaps che da anni combattono questo cattivo costume, proponendo anche il ritiro della patente con sospensione da 1 a 3 mesi alla prima violazione e il sequestro ai fini del temporaneo “fermo amministrativo” del cellulare per un mese. Di un’altra possibile proposta parla pure Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto, ipotizzando l’obbligo di rivalsa delle compagnie assicurative in caso di omicidio stradale causato da conducente al telefono, un po’ come avviene in caso di guida in stato di ebbrezza. 

Proposte concrete che attendono attuazione.

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