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Il sottosegretario Vicari: «Ecco come garantire la decontribuzione per gli autisti italiani sull'internazionale»

24 ottobre 2016

Se il precedente in politica ha lo stesso valore che ha in giurisprudenza (in particolare in quella anglosassone), con ogni probabilità una delle principali questioni al centro della trattativa tra governo e associazioni di categoria dell’autotrasporto potrebbe aver trovato una soluzione. Stiamo parlando di quella misura che dovrebbe garantire alle aziende uno strumento per recuperare competitività in campo internazionale, potendo alleggerire il costo del lavoro attraverso una decontribuzione dell’80% rispetto agli autisti impegnati per almeno 100 giorni all’anno in tratte fuori dall’Italia

«Questa misura - ha spiegato il sottosegretario Simona Vicari concludendo la prima giornata di lavori del 2° Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio in corso a Cernobbio fino al 25 ottobre - era stata già prevista prima del mio arrivo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma nella formulazione trovata non è riuscita a superare le barriere europee». Ecco perché lo staff del sottosegretario sta lavorando su una soluzione che - ha spiegato la senatrice - «possa garantire la misura nel biennio 2017-2018 per poi spostare i fondi non spesi nel 2016 in anni successivi». 

Quale sarebbe questa soluzione? E qui arriviamo al precedente. «Qualche anno fa - ha chiarito il sottosegretario - il governo italiano adottò una misura di decontribuzione a favore del personale di volo e venne accettata a Bruxelles. In pratica si potrebbe mutuare quel tipo di provvedimento, preso in conformità alle normative esistenti e nel rispetto della soglia del de minimis, anche per il personale dipendente dell’autotrasporto impegnato su tratte internazionali». Ovviamente questa soluzione sarà il primo tema che il sottosegretario sottoporrà ai rappresentanti dell'autotrasporto nell’incontro in calendario il prossimo 26 ottobre, anche se il clima di favore da parte delle associazioni di categoria è tangibile, almeno da parte della Conftrasporto, il cui presidente Paolo Uggè si era detto favorevole già nei giorni scorsi alla formula.

Ma non si tratta dell’unico strumento escogitato dal governo per contenere il costo del lavoro delle imprese. Un altro va anche nel senso di abbattere gli oneri sociali per quelle aziende che assumono studenti nell’ambito del programma di alternanza scuola-lavoro o giovani che hanno effettuato un percorso di studi in discipline trasportistiche. 

Il sottosegretario Vicari ha elencato pure altre possibili azioni per rendere più efficiente il nostro sistema trasportistico e tra queste ha dato particolare enfasi alla sburocratizzazione resa possibile attraverso una digitalizzazione della catena logistica e l’attuazione della piattaforma logistica nazionale creata da UIRnet. A questo proposito ha anche aggiunto che, entro la fine dell’anno, il governo firmerà il contratto con il nuovo gestore.

Ma soprattutto la senatrice ha voluto sottolineare come una leva di efficienza alla logistica possa arrivare anche dalla riforma costituzionale voluta dal governo, in quanto - ha spiegato - «riporta la competenza in materia allo Stato. Non è possibile che in mondo globalizzato, la programmazione di un settore strategico e così interconnesso come la logistica, che coinvolge dalla pianificazione degli interporti alle modalità con cui ottimizzare gli interscambi, sia in mano delle Regioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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