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#RitornoAlFuturo: un viaggio sotto il segno della Stella

10 novembre 2016

Diversi percorsi: la vecchia Autostrada Panoramica e la nuova Variante di Valico che sulla Autosole collegano Bologna a Firenze. Diverse generazioni di veicoli Mercedes-Benz: auto, van e truck, testimonial di cinquanta anni di mobilità. Diversi modi di interpretare il viaggio: di stampo turistico, godendo dei paesaggi tosco emiliani quello offerto dalla Panoramica; veloce e sicuro quello proposto dalla Variante di Valico. A ognuno il suo

Un viaggio nel presente per riassaporare il sapore di un recente passato e compiacersi delle ultime sofisticate tecnologie. Un’occasione messa in strada da Mercedes-Benz Italia nei giorni scorsi e titolata #RitornoAlFuturo – prendendo spunto dalla trilogia cinematografica diretta da Robert Zemeckis – che ha visto impegnati una serie di veicoli della Stella lungo la dorsale appenninica dell’autostrada A1 tra Bologna (Cantagallo per la precisione) e Firenze (Barberino del Mugello).

Un viaggio nel tempo, quasi evocativo, percorso in parallelo lungo l’antica e suggestiva Autostrada Panoramica e il tratto autostradale più avanzato d’Europa, la Variante di Valico; un tracciato di 32 km attraverso 41 gallerie, inaugurato nel dicembre 2015, che ha consentito di ridurre di circa il 30% i tempi di percorrenza.

Un viaggio, o a questo punto sarebbe meglio dire “due viaggi ben distinti”, lungo questo tratto appenninico della A1, a poco più di cinquant’anni dalla sua inaugurazione, in cui passato e futuro della Stella si incontrano per raccontare l’evoluzione tecnologica della mobilità.

Un viaggio fatto in parallelo salendo a bordo dei veicoli della Casa di Stoccarda che in questi ultimi 50 anni hanno lasciato una loro impronta nella storia. Direttamente dal museo Mercedes-Benz di Stoccarda sono scesi sino in Emilia il Truck LP 1620 del 1964 e il Van L 319 box wagon del 1965, gli antesignani degli attuali Actros e Sprinter Euro 6, dove sono stati affiancati da auto come la 280 SE Coupè del 1968 e la prima generazione della Smart datata 1998 contraltare delle ultime nate Casse E e Smart Brabus, concentrati di tecnologia.

Per quanto riguarda il mondo truck, il salto tecnologico che separa i mezzi a disposizione per il test, l’LP 1620 del 1966 – il primo veicolo sviluppato da Daimler con cabina avanzata e provvisto di servosterzo – confrontato con un Actros 1846 LS del 2016, è eclatante. Pensate che in questi cinquanta anni solo la cilindrata è rimasta invariata: 10,7 litri. Per il resto, i cavalli sono più che raddoppiati (dai 202 degli anni Sessanta si è passati ai 460 attuali), la massa totale a terra è passata da 32 a 44 ton, la velocità di crociera dai 60 agli 89 km/orari (limitati elettronicamente), ma soprattutto sono crollati fino al 99% le emissioni di particolato e il consumo di carburante è sceso del 60%, passando dai 2,5 km/l ai 4 km/; il che si significa che con un pieno di carburante fatto a Roma si può arrivare fino a Stoccarda.

Rispetto alle dotazioni di comfort o di sistemi elettronici finalizzati a incrementare la sicurezza, poi, diventa anche difficile stabilire un confronto: l’LP 1620 è – nella metafora – l’autostrada che ha sulle spalle il peso degli anni, anche se rimane affascinante dal punto di vista panoramico, mentre l’Actros è la direttrice affidabile, efficiente, meglio illuminata, con meno strappi in salita (e quindi in discesa) e meno curve pericolose.

Analogo discorso può essere riproposto con i van. L’old L319, box vagon del 1965, confrontato con lo Sprinter 314CDI f 37/35 del 2016 arranca: perché i suoi cavalli sono circa un terzo (55 a fronte degli attuali 143, su un 2.2 di cilindrata), perché la velocità massima schizza dai 98 ai 155 km/h e, ciò che più conta, perché i consumi si fanno più leggeri toccando quota 11,7 km/litro, quando cinquant’anni fa non si andava oltre al già lusinghiero 9,8 km/litro.

Ma così come i lavori oltre la Variante di Valico proseguono, allo stesso modo anche in Mercedes-Benz sono concentrati nel definire le prossime pietre miliari dell’evoluzione. Pietre sulle quali sono impresse le lettere che compongono l’acronimo CASE, vale a dire i valori chiave del futuro della mobilità della Stella: connessa, autonoma, condivisa ed elettrica.

Ed è la carta della connettività quella che già sta giocando Mercedes-Benz, grazie alle informazioni raccolte dai 360 mila veicoli Daimler che in tutto il mondo sono connessi via internet al suo server. Dal prossimo gennaio poi entrerà in gioco un nuovo sistema, l’Uptime che monitora costantemente lo stato di tutti i sistemi del veicolo durante la marcia e segnala in anticipo la necessità di interventi di riparazione e manutenzione. In questo modo i clienti potranno essere avvisati e scegliere se fare una manutenzione preventiva, in quali tempi e modi effettuare l’intervento necessario. In questo modo la gestione delle manutenzioni e riparazioni diventa più efficiente, andando ad abbattere i fermi macchina per guasti.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

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