LEGGI E POLITICA

Quote per l’Albo: le associazioni dell’autotrasporto per la prima volta divise

21 novembre 2016

Vi avevamo anticipato qualche giorno la decisione del Comitato Centrale relativa alla quantificazione delle quote di iscrizione all’Albo degli autotrasportatori per il 2017. Ma i meno distratti ricorderanno pure come, qualche giorno prima, c’era stata una levata di scudi da parte di Anita, con il presidente Thomas Baumgartner che metteva le mani avanti chiedendo al Comitato Centrale di prendere atto che, se si perdono quote di mercato, non si possono di certo pagare quote per l’Albo più care. D’altra parte, continuava Baumgartner per argomentare la sua richiesta di contenimento delle quote, «il settore è vessato da oneri, lacci e laccioli che non trovano eguali in altri Paesi europei e che rendono l’autotrasporto italiano ingrato e poco competitivo».

Ebbene, quando lo scorso venerdì 11 novembre si è andati al voto sulle quote, per la prima volta nella storia dell’organismo, questa decisione non è stata presa all’unanimità. Per la semplice ragione che al voto contrario espresso da Anita, che non ha trovato riscontro nella sua richiesta di riduzione, si è aggiunto anche quello di CNA-Fita da sempre critica nei confronti dell’Albo. Si sono invece astenuti Lega Coop, Confcooperative e Assotir, quest’ultima motivando il proprio voto con «l’impossibilità di riferire l’entità delle quote di cui si prende l’incasso a un concreto programma di attività che sia all’altezza delle esigenze del settore». Una critica implicita alla nuova gestione dell’Albo, incardinata ormai nel ministero dei Trasporti, tanto è vero che la stessa Assotir chiede un’effettiva partecipazione delle rappresentanze associative presenti nel Comitato Centrale, non soltanto nella decisione iniziale, ma soprattutto in quella della realizzazione».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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