FINANZA E MERCATO

Albo e Unrae al lavoro per formare giovani autisti

28 novembre 2016

Il mercato dei veicoli da trasporto marcia a gonfie vele, anche per merito di incentivi di vario tipo. Tanto che Unrae, per bocca del suo presidente Franco Fenoglio, si sbilancia nel prevedere un 2016 attestato sulle 21.000 unità nella fascia sopra alle 3,5 ton, (+ 38% sul 2015) e a 16.500 in quella sopra le 16 ton (+38,9%).

Ma sul domani aleggia un clima di incertezza, legato a tante situazioni contingenti. Ecco perché, secondo Fenoglio, c’è bisogno di misure strutturali, di un’accelerazione del rinnovo del parco e di formazione dei conducenti, puntando in particolare ai giovani. Proprio a questo scopo, Fenoglio e Maria Teresa Di Matteo, presidente dell’Albo degli autotrasportatori, hanno siglato una lettera di intenti (anticamera di un futuro protocollo di intesa) con cui Unrae si impegna a partecipare attivamente a un articolato progetto di formazione che l’Albo andrà a realizzare, basandosi su quattro azioni: 

- promuovere la professione di conducente rilanciandone immagine e funzione sociale, in modo da renderla attrattiva per i giovani;
-  sostenere economicamente (in collaborazione con le autoscuole) ragazzi fino a 30 anni interessati a conseguire le patenti superiori e la CQC, visto pure che, stando ai dati Unrae, da noi questo documento comporta un esborso di 4.500 euro a fronte dei 200 sufficienti in Polonia;
- attivare presso le scuole superiori, in ottemperanza alle normative sull’alternanza scuola-lavoro, dei corsi dedicati alla guida di veicoli industriali per gli studenti delle ultime classi, da svolgere utilizzando veicoli messi a disposizione proprio dall’Unrae;
- avviare degli stage presso aziende di autotrasporto per questi giovani formati, facendoli affiancare da autisti esperti.

Per Unrae questa collaborazione con l’Albo ha una doppia valenza. Per un verso rende evidente quanto l’associazione sia attenta al mondo del lavoro e all’occupazione giovanile. Per un altro declina quel “mantra fenogliano” che condiziona il rilancio del settore soltanto alla capacità dei suoi attori di creare massa critica, di lavorare sull’unità degli intenti e sull’unione delle forze. Perché senza aggregazione, non c’è nemmeno futuro. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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