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Nikola One, oltre 1.900 km con un pieno di idrogeno

9 dicembre 2016

Realizzato negli Stati Uniti un rivoluzionario camion a idrogeno a cella combustibile, con sei motori elettrici e 320 kWh di batterie, capace di una lunghissima autonomia e a emissioni zero

Si chiama Nikola One, in onore del geniale inventore e studioso dell’elettromagnetismo serbo-croato, Nikola Tesla, e promette di essere una svolta rivoluzionaria nel mondo dei trasporti pesanti. Presentato in versione semi-definitiva a Salt Lake City, negli Stati Uniti, dall’azienda Nikola Motor Company, il Nikola One è un camion con sei motori elettrici, distribuiti sugli assi, 320 kWh di batterie e celle combustibili a idrogeno che assicura l’incredibile autonomia di circa 1.930 km. Il motore è un ibrido idrogeno/elettrico a emissioni zero e le batterie al litio cariche sarebbero già sufficienti per 320 km di marcia. Con il serbatoio di idrogeno e il sistema di fuel cell però gli accumulatori possono essere ricaricati e arrivare così fino a quasi 2000 km per singolo rifornimento. Inoltre, quando il veicolo è fermo, è possibile la ricarica classica dei veicoli solo elettrici in soli 15-20 minuti, aumentando così ulteriormente il raggio d’azione del mezzo.

Il camion può raggiungere 1.000 CV di potenza e 5.017 Nm di coppia massima, con la possibilità di accelerare da 0 a 96 km/h in 30 secondi. Il peso è di circa 2 tonnellate minore rispetto a un comune camion diesel, quindi con capacità di carico maggiore. Tra i plus anche il segnalatore di collisione a 12 telecamere. Anche dal punto di vista delle comodità il Nikola One appare fuori categoria. Nella cabina sono previsti uno o due letti, un TV 40” 4K e curvo, la Apple TV con connettività 4G, frigorifero, congelatore e forno microonde.

Se vi chiedete quanto possa costare un veicolo del genere, vi diciamo subito che… non può essere acquistato. Può infatti essere utilizzato solo attraverso il leasing, con una rata che oscillerà tra 5.000 e 7.000 dollari al mese, incluso chilometri illimitati, rifornimento di idrogeno illimitato, garanzia e programma di manutenzione. Dopo 72 mesi o un milione di miglia si potrà decidere di restituire il camion per averne uno nuovo con un altro leasing.

Poiché il problema numero uno per un mezzo di questo tipo è il rifornimento – le colonnine erogatrici di idrogeno non si trovano certo facilmente – NMC ha in animo di realizzare, a partire dal 2018 e fino a fine 2019, 364 punti di rifornimento negli Stati Uniti e nel Canada. L'idrogeno contenuto in queste stazioni verrà prodotto per elettrolisi da centrali solari da 100 megawatt ciascuna, poi trasportato tramite gli stessi Nikola One e stoccato nelle diverse stazioni. I punti di rifornimento saranno accessibili a tutti i mezzi a idrogeno, a pagamento, 3,50 dollari per kg.

Per la manutenzione – che l’AD di Nikola Motors, Trevor Milton, garantisce meno dispendiosa di quella di un mezzo diesel equivalente – NMC ha già stretto un accordo con Ryder Systems, con 800 officine in tutto il Nord America. Il mezzo sarà poi dotato del software Nikola Shipments, per tenere sempre sott'occhio i trasporti disponibili, i costi, le distanze, i punti di rifornimento, oltre all’intrattenimento di bordo su un display touchscreen da 21”.

Durante la presentazione è stato mostrato anche il Nikola Two, un mezzo pesante di dimensioni più contenute e più economico, disponibile nel più lontano 2020.

Ovviamente il Nikola One verrà commercializzato solo negli USA e si parla di almeno 3-4 anni perché possano essere disponibili 2.500-5.000 camion, realizzati attraverso una joint-venture con Fitzgerald dato che al momento NMC non ha un impianto di produzione proprio (lo avrà dal 2017). Però è possibile prenotarlo già da adesso con un deposito di 1.500 dollari. Se qualcuno avesse business negli States potrebbe essere un’idea. Va comunque rilevato, a onor del vero, che precedenti esperienze di prototipi pesanti a idrogeno a cella combustibile sono presto finiti nel dimenticatoio e anche la rete di stazioni potrebbe prendere un tempo maggiore per essere realizzata – vista la difficoltà di stoccare efficacemente l'idrogeno – frenando in parte le vendite del mezzo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

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