LEGGI E POLITICA

L'autotrasporto nella legge di Bilancio: le misure

12 dicembre 2016

Il referendum del 4 dicembre ha disarcionato il governo Renzi. Ma soprattutto, per quel che ci riguarda, lo ha costretto, prima delle dimissioni, ad approvare in “tutta fretta” la legge di Bilancio. Cosa vuol dire in “tutta fretta”? Semplice, a porre la fiducia e quindi ad approvare anche al Senato il testo uscito dalla Camera. A quel punto, quella montagna di emendamenti accumulatasi negli ultimi giorni è rimasta fuori dalla porta. Ma soprattutto, per quel che ci riguarda, scompaiono alcune misure che riguardavano proprio l’autotrasporto. Ciò non significa che queste misure non saranno riprese dal nascente governo Gentiloni, ma è chiaro che i tempi si potrebbero allungare.

Vediamo allora cosa c’è già di nuovo e cosa eventualmente manca all’appello, comprendendo nell’elenco anche le misure che interessano l’autotrasporto in maniera tangente.

Le cose entrate nella legge sono quelle più importanti, vale a dire la conferma dello stanziamento delle risorse per il settore dell’autotrasporto e il mantenimento della compensazione dell’accisa.

Inoltre, per guardare a misure che interessano non soltanto l’autotrasporto, si dovrebbe ricordare anche un’importante non-misura: la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, che altrimenti avrebbe portato le due aliquote principali dal 10 al 13% e dal 22 al 24%.

Ugualmente positiva rispetto al totale delle imprese, anche il taglio dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società, dal 27,5% al 24%.

SUPERAMMORTAMENTO E SABATINI TER

ANTICIPO PENSIONISTICO SOLO AGLI AUTISTI DIPENDENTI: RESTANO FUORI I PADRONCINI

AUTOBOTTI PER TRASPORTI DI PRODOTTI SOTTOPOSTI AD ACCISA 

LA ROTTAMAZIONE DI BOLLI AUTO E MULTE STRADALI

BOLLO AUTO PER LE FLOTTE PAGABILE IN FORMA CUMULATIVA

GLI AUTISTI, DIVERSI DA TRASFERTISTI


COSA RIMANE FUORI

Il primo provvedimento escluso lo abbiamo già ricordato: l’APE social per i padroncini. Un secondo provvedimento riguarda l’incremento dello stanziamento per le deduzioni forfettaria delle spese non documentate (che tanti problemi avevano suscitato negli ultimi anni) con 10 milioni spostati dalla voce relativa al rimborso del contributo al Servizio Sanitario Nazionale versato tramite Rca auto.
Non trovano posto, almeno per ora, il ferrobonus e il marebonus, ma d’altra parte si sapeva già che le due misure avrebbero preso la strada dell'autonomo decreto, al pari di un'altra normativa: quella relativa alla formazione degli autisti all’uso del tachigrafo, condizione che consentirebbe all’azienda di autotrasporto di sollevarsi, in caso di infrazioni, da eventuali responsabilità. Ebbene, tale decreto è già predisposto, ma si è incagliato in discussioni interne al settore, soprattutto per ciò che riguarda i soggetti abilitati a poter effettuare i corsi formativi, previsti con un numero massimo di 40 partecipanti e per una durata di otto ore complessive. Accanto infatti alle autoscuole muniti di nullaosta per la formazione sulla CQC, alle associazioni di categoria, agli enti accreditati perché hanno già effettuato corsi di 150 ore e alle imprese costruttrici di tachigrafi o di software di gestione e controllo del tachigrafo, compaiono anche le stesse imprese di autotrasporto merci e viaggiatori che abbiano però almeno 35 autisti dipendenti a tempo indeterminato. E questo tetto, soprattutto all’interno del mondo aggregativo e cooperativistico, è sembrato un po’ arbitrario.

Resta infine al palo la misura relativa alla decontribuzione degli autisti nel trasporto internazionale. Ma qui la procedura, oltre ai paletti creati a Bruxelles, in parte superati grazie al ricorso al de minimis (il meccanismo che consente erogazioni alle singole imprese al di sotto dei 100.000 euro in un triennio, eludendo così il divieto per aiuti di Stato), si era bloccata nell’attesa di una circolare Inps che desse forma al meccanismo. Circolare data per imminente ma mai pubblicata.

Tra i Vari ed Eventuali, infine, si dovrebbero annoverare anche i resuscitati costi minimi, che il sottosegretario ai Trasporti, Simona Vicari (che dovrebbe essere confermata se a capo del dicastero rimanesse, come sembra, Graziano Delrio), si è detta disponibile, come ministero, a rielaborare, anche se attendeva al riguardo un parere favorevole dell’antitrust. Ma su questo avremo modo di tornare…

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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