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Irregolari in Italia il 71% dei lavoratori dell’autotrasporto

12 dicembre 2016

Quanto è diffusa l’irregolarità nell’autotrasporto? Molto, poco, come negli altri settori? A leggere i dati diffusi dalla Direzione generale per l’Attività Ispettiva del ministero del Lavoro appare chiaro che siamo di fronte a un settore altamente irregolare. E che soprattutto questa irregolarità non è – come troppo spesso si crede – importata dall’estero, ma viene prodotta direttamente a casa nostra.

Parliamo di dati aggiornati al terzo trimestre 2016 da cui emerge una percentuale complessiva del paese già di per sé inquietante: i 94.025 accertamenti effettuati nel periodo in considerazione hanno fatto registrare un tasso di irregolarità pari a circa il 61%, più alto di quello registrato nei primi tre trimestri del 2015, attestatosi al 59,51%.

Eppure l'autotrasporto riesce, almeno in termini di irregolarità, a fare anche di più. Pensate che nel settore trasporto e magazzinaggio sono state accertate irregolarità per 3.169 aziende su un totale di 4.470 accertamenti. E quindi la percentuale di irregolarità raggiunge la quota record del 70,89%, vale a dire un tasso più alto di circa 10 punti rispetto alla media nazionale.

Le irregolarità hanno riguardato 5.152 lavoratori del settore, di cui 3.580 relativamente al Regolamento 561/2006 (in materia di tempi di guida e riposo dei conducenti dei mezzi pesanti) e 322 le disposizioni sull’orario di lavoro del personale mobile fissate dal d.lgs 234/2007 (direttiva europea 2002/15).

Da sottolineare il numero clamoroso di somministrazioni irregolari accertate: ammontano a 2.230 e corrispondono quindi a quasi il 25 % del totale, che si è attestato a 8.962 violazioni. Si tratta più specificatamente del più alto numero di somministrazioni irregolari tra tutti i settori economici.

Ce n'è a sufficienza per riflettere...

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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