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Messico: un aumento del gasolio del 16,5% provoca violente proteste dei trasportatori

10 gennaio 2017

Non bastavano le prospettive sciagurate innescate dalle promesse del nuovo presidente americano Donald Trump, che fanno temere il ritorno in patria di milioni di messicani emigrati negli USA. Adesso il Messico deve anche fare i conti con un’impennata del prezzo dei carburanti, che dal 1° gennaio ha fatto lievitare del 20,1% quello della benzina e del 16,5% quello del gasolio. A causare il tutto c’è la decisione del governo, condotto da Enrique Peña Nieto, di privatizzare la compagnia petrolifera di Stato, la Pemex, che godeva di una posizione di monopolio da circa 70 anni. Una privatizzazione che sarebbe dovuta scattare dal 2018, ma che l’esecutivo ha deciso di anticipare di un anno, convinto di ottenere un contenimento dei prezzi.

Al contrario gli aumenti improvvisi che si sono registrati hanno fatto scatenare le proteste delle imprese, in particolare di quelle di autotrasporto. Sono state organizzate manifestazioni, blocchi stradali, picchetti in più di 170 stazioni di servizio e anche atti di vandalismo nei confronti di 79 stazioni e degli annessi supermercati. Si parla anche di tre morti e di 1.500 arresti in tutto il paese. Sabato scorso, nel corso di una manifestazione, sette poliziotti sono rimasti feriti dopo essere stati investiti da un camion di un manifestante.

Ovviamente, dietro questi numeri non ci sono soltanto i trasportatori, ai quali si è unita anche la popolazione, decisamente preoccupata della situazione. Pensate che se anche il Messico è uno dei principali produttori mondiali di petrolio, per riempire il serbatoio della propria auto, un lavoratore dipendente che guadagna il semplice salario minimo, deve lavorare almeno 12 giorni. Senza considerare che, con l’aumento dei carburanti e quindi delle tariffe di trasporto, sarà praticamente certa anche un’impennata dei prezzi di prodotti di prima necessità.

Per tutte queste ragioni i manifestanti chiedono al governo di non privatizzare la Pemex. Il governo, proprio in queste ore, ha predisposto un piano articolato concordato con alcuni rappresentanti dei settori produttivi. Ma dalla strada questo progetto non è stato accolto positivamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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