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Autorizzazioni postali: continua la polemica tra ministero e autotrasporto

10 gennaio 2017

La polemica è insorta da tempo, ma entrambi le parti non sembrano volersi arrendere. Parliamo del contenzioso aperto tra ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e AGCOM (Autorità delle Comunicazioni) e imprese di autotrasporto, in particolare attive nei servizi di corriere. Da parte ministeriale si pretende, attraverso l’invio di lettere di sollecito spedite in questi giorni, che i trasportatori in possesso di autorizzazione postale generale si adeguino alla disciplina, minacciando in caso contrario la decadenza del titolo autorizzativo. In pratica secondo ministero e AGCOM, tutte le imprese di trasporto che movimentano pacchi fino a 30 kg di peso svolgono di fatto un servizio postale e di conseguenza devono disporre di un’autorizzazione generale. Ma per avere tale autorizzazione bisogna soddisfare precisi oneri, quale quello di adottare il codice Ateco delle Poste, di versare un contributo all’AGCOM, al ministero dello Sviluppo economica,al Fondo di compensazione del Servizio Universale, di sottoscrivere il contratto di lavoro di riferimento del settore postale e di disporre di una Carta di Servizi. Nelle lettere che il ministero sta inviando alle imprese si specifica che può essere esentato dalle autorizzazioni generali soltanto chi è attivo a gestire il trasferimento dei pacchi da un centro di smistamento a un altro, ma nel caso in cui il servizio arriva a interfacciarsi con il destinatario finale, a quel punto il servizio va definito come «postale».

Un’interpretazione che secondo Fedit e Confetra è assolutamente arbitraria. Non a caso le due associazioni insieme a Fedespedi e Anita hanno presentato ricorso al TAR del Lazio già da oltre un anno. Soltanto che, nella prima udienza del processo (avvenuta lo scorso 27 gennaio 2016) l’AGCOM ha chiesto ai giudici amministrativi di sospendere il procedimento nell’attesa che sulla materia si pronunci la Corte di Giustizia europea, alla quale si è rivolto un operatore austriaco per avere l’esatta definizione di «servizio postale».
Proprio per questo le associazioni dell’autotrasporto consigliano ai loro iscritti di non versare il contributo richiesto e di rispondere al sollecito del ministero con una lettera in cui fare esplicito riferimento al contenzioso in corso davanti al Tar del Lazio, momentaneamente sospeso in attesa dell’esame pregiudiziale della Corte di Giustizia Europea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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