UFFICIO TRAFFICO

I prefetti contro il fermo, tre arrestati in Sicilia

25 gennaio 2012
Il fermo dei servizi di autotrasporto rallenta. Un po’ perché ieri l’unica associazione che ha proclamato la protesta (ma ottenendo adesioni anche da trasportatori non iscritti e da altre organizzazioni sorte sulla spinta del fermo siciliano) ha deciso, a seguito della morte di Massimo Crepaldi (46 anni, di Asti) avvenuta la mattina del 24 gennaio, di “rimuovere” i blocchi e di lasciar lavorare chi non ha intenzione di partecipare alle manifestazioni, un po’ perché il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha dato disposizioni ai prefetti di ricorrere a “mirate ordinanze urgenti” per impedire che le proteste mettano a rischio “la sicurezza e l'incolumità delle persone”.
Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, è stato il primo a disporre un’ordinanza con cui ha vietato gli assembramenti di camion in prossimità dei caselli autostradali in entrata nella capitale. La misura è tesa a impedire il blocco della circolazione stradale e “l'interruzione di un servizio pubblico essenziale qualora venga impedito il regolare transito di automezzi destinati all’approvvigionamento dei beni di prima necessità e dei prodotti energetici”.
Lo stesso ministro Cancellieri, nel pomeriggio del 24 gennaio in Senato, ha assicurato che “la situazione è in via di normalizzazione anche se permangono disagi e persiste qualche focolaio di criticità su tutto il territorio nazionale”.
Intanto in Sicilia sono stati arrestati tre manifestanti che avevano dato vita ai blocchi dei giorni scorsi, accusati di violenza privata. Si tratta in particolare di Franceso Tummino, 39 anni, e Antonio Cantelli, 63 anni, che in provincia di Ragusa (contrada Dicchiara) avevano ricorso in auto e bloccato con minacce un autotrasportatore di Gela, che approfittando della loro distrazione, aveva “forzato” il blocco.
Sempre nel ragusano è finito in carcere e condannato per direttissima a cinque mesi di reclusione Giovanni Vittoria, 38 anni, che con altri complici non identificati si sarebbe reso responsabile di violenza privata e danneggiamento aggravato ai danni di due automobilisti che avevano tentato di forzare i blocchi sulla strada provinciale Comiso-Santa Croce Camerina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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