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Distacco e cabotaggio in Belgio: ecco cosa prevede la nuova normativa

16 gennaio 2017

Tutti i paesi europei stanno attuando la direttiva “enforcement” sul distacco dei lavoratori e sull’applicazione del salario minimo. Così dopo Germania, Francia, Italia e Austria, adesso anche il Belgio, con Legge 11 dicembre 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 20 dicembre 2016, ha predisposto un proprio recepimento, che in qualche caso appare difforme dalle altre legislazioni statali e che va preso sicuramente in considerazione da chi (anche ovviamente un’azienda italiana) si trovasse a fare trasporti di cabotaggio in quel paese. Abbiamo specificato volutamente «trasporti di cabotaggio» perché a leggere la normativa non appare molto chiaro se le stesse disposizioni vadano applicate anche a chi svolge trasporti internazionali.

Fatto sta che la normativa prevede, tra gli obblighi delle imprese, quello consueto di nominare un proprio rappresentante in Belgio, chiamato a fungere da interfaccia collegamento tra la stessa impresa e le autorità belghe e quindi, alla bisogna, a consegnare quei documenti di cui eventualmente queste dovessero fare richiesta e che in ogni caso andranno conservati per un anno dalla loro emissione.

È da sottolineare che questo rappresentante non deve necessariamente essere domiciliato in Belgio, ma a quanto è dato sapere è una condizione che viene giudicata positivamente.

Non si parla tra gli obblighi previsti dalla normativa di una dichiarazione specifica di distacco, ma la cosa non deve ingannare in quanto questo documento era già richiesto in una precedente normativa. Per conoscere questo e altri oneri potete consultare il sito

www.limosa.be

 

È disponibile in varie lingue (olandese, francese, inglese e tedesco), ma non in italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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