LEGGI E POLITICA

Anita: urge riequilibrare le condizioni di mercato tra gli operatori

19 gennaio 2017

Uno studio condotto dal CNR, presentato in occasione di un convegno organizzato da Anita ha messo in evidenza come si sia molto distanti da un’armonizzazione europea con condizioni di lavoro standardizzate. Sono invece palesi le divergenze relativamente a condizioni di lavoro, livelli di retribuzione e costo degli autisti non favoriscono una concorrenza sostenibile. 

Il nostro Paese in questa classifica è posizionato ai primi posti sul costo del lavoro dei conducenti. «Il deficit di armonizzazione tra le legislazioni sociali dei vari Stati membri ha causato il proliferare di normative interne antidumping – ha dichiarato Thomas Baumgartner, presidente di Anita – Francia, Germania, Austria e Belgio hanno introdotto leggi a protezione del mercato del lavoro nazionale».

La recente direttiva “enforcement”sul distacco dei lavoratori e sull’applicazione del salario minimo ha introdotto strumenti di tutela delle condizioni di lavoro del personale distaccato, o somministrato, in Italia e ampliato la protezione ai lavoratori impegnati in operazioni di cabotaggio stradale «Ora, l’auspicio è che la nuova disciplina nazionale ponga un freno alle pratiche sleali ed elusive della normativa comunitaria e al contempo limiti il troppo diffuso ricorso al cabotaggio – ha commentato il presidente Anita – riequilibrando così le quote di mercato tra gli operatori europei». Sono fuori dalla nuova disciplina, invece, i trasporti internazionali, in attesa di un chiarimento da Bruxelles «Pertanto – continua – è necessario trovare soluzioni in grado di potenziare le quote di mercato in questo settore in cui le imprese italiane hanno perso e continuano a perdere margini d’azione». Un contesto in cui la proposta di Anita sulla decontribuzione per gli autisti impiegati nei trasporti internazionali, secondo il suo presidente «deve rappresentare uno spunto per la ricerca di soluzioni efficaci e idonee a restituire la competitività persa negli ultimi anni e permettere alle imprese di tornare ad assumere in Italia».

(foto di repertorio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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