FINANZA E MERCATO

Treni merci: dal 2018 RFI aumenta del 46% i prezzi del traffico internazionale

25 gennaio 2017

Con il varo del recente Piano industriale 2017-2026 le Ferrovie italiane hanno manifestato l’intenzione di rilanciare il settore merci, con investimenti previsti di 1,5 miliardi, un polo unico della logistica (Mercitalia) e il rafforzamento dell’intermodalità. Ma cominciano a emergere segnali in controtendenza che non possono che suscitare perplessità. Secondo Ticino News, webzine elvetica (ma in generale stamattina tutta la stampa svizzera riporta la stessa notizia) a partire dal 1 gennaio 2018 Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha in previsione per i treni merci di aumentare del 46% i prezzi delle tracce del traffico internazionale, con tariffe che cambieranno anche in base alla fascia oraria. In particolare, i convogli che viaggeranno di notte costeranno di più rispetto a quelli che si muoveranno di giorno. I primi commenti delle aziende che si occupano di trasporto merci internazionale sono fortemente preoccupati: «L'aumento dei prezzi – dichiara Irmtraut Tonndorf di Hupac – indebolirà il potenziamento del traffico su rotaia», mentre l'amministratore delegato di RAlpin René Dancet ritiene la misura «problematica», poiché i costi della strada e del diesel risulteranno nettamente inferiori.

Va comunque sottolineato come le Ferrovie svizzere non abbiano ricevuto ancora alcuna comunicazione ufficiale da quelle italiane del rialzo dei prezzi, anche se la notizia sembra confermata. I prezzi delle tracce in Italia hanno la fama di essere tra i più bassi d’Europa e quindi un ritocco verso l’alto non sarebbe così sorprendente, se si volesse incrementare la qualità del trasporto e avvicinarsi ai prezzi del Paesi confinanti. Peraltro l'esponente dei verdi austriaco, Georg Willi, rigetta questa tesi, affermando che in Austria il prezzo di un treno merci per chilometro costa 1,36 euro, mentre sulla tratta verso l'Italia attraverso il Brennero viene 2,45 euro. L'Italia ha finora richiesto 2,15 euro per chilometro e, sempre secondo Ticino News, vorrebbe innalzarlo a 3,13 euro per i treni internazionali.

La società ferroviaria austriaca (Österreichische Bundesbahnen) ha dal canto suo già inoltrato un ricorso al Tribunale amministrativo di Torino contro il provvedimento di RFI. L'aumento dei prezzi violerebbe infatti le regole della concorrenza leale e metterebbe a rischio la redditività del traffico internazionale.

In sintesi, le indicazioni che emergono dalla vicenda sono due: da una parte che il rilancio del merci su rotaia, se si aumentano le tariffe, appare molto più complicato e quindi saremmo di fronte a una decisione controproducente; dall’altra che paradossalmente questa scelta favorirebbe l’incremento dell’utilizzo di altre modalità di trasporto merci, in primis di quello su strada. Il mondo dell’autotrasporto ringrazia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home