UFFICIO TRAFFICO

Tachigrafo aiuta la Finanza a scoprire frode fiscale

30 gennaio 2017

Stramaledetto da molti trasportatori, ma benedetto dalla Guardia di Finanza. È il destino del tachigrafo, che è risultato testimone inconsapevole di una frode fiscale perpetrata da un autotrasportatore bergamasco. Il meccanismo era semplice e più volte testato: una società che intende evadere il fisco si carica di costi che non ha mai sostenuto e a questo scopo si mette d’accordo con presunti fornitori per ricevere fatture false. In questo modo una società di Rosà (Vicenza) è riuscita a gonfiare le proprie spese per circa 1,2 milioni di euro e a evadere, negli anni 2013 e 2014, l’imposta sul reddito delle società per 320.000 euro e a beneficiare di un indebito credito IVA per 250.000 euro.

Soltanto che l’autotrasportatore bergamasco era un padroncino con un solo camion. E quando la guardia di Finanza di Bassano del Grappa è andata a incrociare i luoghi di carico e consegna della merce che risultavano dalle fatture, con quelli registrati dal tachigrafo digitale e dalle celle telefoniche agganciati al cellulare, veniva fuori in maniera inequivocabile che in realtà il camion il giorno convenuto per il trasporto si trovava in tutt’altro posto rispetto a quanto indicato in fattura.

A quel punto i finanzieri hanno ottenuto un decreto di sequestro dal Tribunale di Vicenza che interessa conti correnti e beni immobili della società veneta per complessivi 570.000 euro, vale a dire la somma evasa e il credito Iva non maturato.

 

 

 

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