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L'Autorità dei Trasporti alza i contributi e li chiede anche all'autotrasporto. Protesta Conftrasporto

8 febbraio 2017

L’Autorità di regolazione dei Trasporti aumenta i contributi richiesti alle imprese e destinati al proprio funzionamento. L’aliquota contributiva diventa unica e passa per tutti dallo 0,04 per mille allo 0,06 per mille del fatturato rilevante, vale a dire la somma della voce “ricavi delle vendite e delle prestazioni” e della voce “altri ricavi e proventi” del conto economico. Al tempo stesso scende la soglia di esenzione, visto che dai 15 milioni di euro di fatturato rilevante passa a 5 milioni di euro. In pratica a pagare il contributo adesso sono chiamate anche aziende medio-piccole.

I termini indicati per il versamento del contributo sono il 28 aprile per quanto riguarda i 2/3 della somma e il 31 ottobre per il terzo residuo.

Ma l’autotrasporto deve pagare questo contributo? Sicuramente nell’elenco stilato dall’Autorità rientrano anche le aziende che svolgono servizi di trasporto merci, ma in realtà davanti alla Corte Costituzionale pende un ricorso proprio su questa materia, senza considerare che esiste anche una legge che eccettua l’autotrasporto dal pagamento di questo contributo. Ecco perché Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, ricorda che «il Ministero dei Trasporti è intervenuto più volte ribadendo l’estraneità del settore dai compiti di vigilanza dell’Authority». Anche perché «le imprese in questione sono già assoggettate al contributo per l’esercizio dell’attività dovuto annualmente al Comitato centrale dell’Albo». Ecco perché - conclude Uggè -  «la pervicacia dell’Authority nel voler includere a tutti i costi l’autotrasporto nei suoi provvedimenti è inaccettabile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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