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Uggè: «Il contributo all'Authority? Piuttosto diamolo all'Albo per formare giovani autisti»

22 febbraio 2017

«Il contributo da versare all'Authority dei Trasporti? Una spesa richiesta alle imprese di autotrasporto che non offre nessun tipo di ritorno, né di investimento sul futuro. Tanto meglio sarebbe pernsare di destinare una piccola frazione di fatturato all'Albo dell'Autotrasporto per poterla investire in iniziative con cui sostenere la formazione e la qualificazione dei conducenti professionali e quindi il futuro del settore». È Paolo Uggè, presidente di FAI Conftrasporto a lanciare questa provocazione nell'ambito di un convegno organizzato martedì 22 febbraio all'interno del Transpotec di Verona dallo stesso Albo insieme a UNRAE e intolato proprio Professione conducente: alla guida del futuro».

Uggè ha sottolineato come la richiesta di contributo dell'Authority è anche arbitraria e non ha nessuna relazione con il mondo delle aziende di autotrasporto: serve piuttosto ad alimentare una classe burocratica sempre più staccata dalla realtà. La realtà, invece, in questi anni vede uno scenario di concreta difficoltà, che ha visto la scomparsa - come ha ricordato la vicepresidente dell'Albo Giuseppina Ferrannini - di 182.000 conducenti professionali di mezzi pesanti dal 2009 in poi. Proprio sulla base di questa considerazione è scaturito il progetto dell'Albo sostenuto dall'UNRAE, finalizzata proprio a mettere in condizione giovani studenti di avvicinarsi al mondo del trasporto e ad acquisire una patetnte professionale. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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