FINANZA E MERCATO

PSA acquista Opel da GM: cosa cambierà per i veicoli commerciali?

6 marzo 2017

Il gruppo francese PSA (Peugeot Citroën) acquista da General Motors la tedesca Opel (e la britannica Vauxhall) per 1,3 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i 900 milioni versati per mettere le mani anche sulla filiale finanziaria – insieme a BNP Paribas – della GM Europe. Sulla carta nasce una coalizione da 4,3 milioni di veicoli, di cui 3 milioni soltanto in Europa. Numeri che ne fanno il secondo gruppo a livello continentale dopo Volkswagen, forte di una quota del 17%.

La speranza per chi acquista è di creare sinergie sullo sviluppo di motori e piattaforme di veicoli, compresi quelli commerciali. Speranza nemmeno troppo da alimentare. Opel e PSA, infatti, avevano già sottoscritto una collaborazione per realizzare insieme un nuovo Small Van da costruire a Vigo, nello stabilimento PSA. Parliamo dei mezzi che andranno a sostituire gli attuali Partner, Berlingo e Combo. Quindi, per quest’ultimo, si prospetta il divorzio dal gemello Fiat Doblò.

Per il resto Peugeot-Citroen sono legati ad altri carri. Se infatti Opel da diversi anni segue Renault e quindi Nissan rispetto ai Medium e ai Large Van – il Vivaro nasce insieme al Trafic e il Movano esce dallo stesso stabilimento del MasterPSA invece è da sempre legata a doppio filo con FCA con cui ancora oggi condivide la produzione in Turchia della coppia Bipper-Nemo con il Fiorino e, in Abruzzo, quella del Jumper-Boxer con il Ducato. Parte del filo si era spezzato lo scorso anno quando saltò la joint venture che serviva a costruire i Jumpy-Expert-Scudo, anche se il progetto industriale è stato portato avanti da PSA sostituendo lo Scudo con il ProAce di Toyota. Il medium van di Fiat Professional così ha trovato riparo – guarda un po’ – proprio sotto l’alleanza Renault-Nissan-Opel, seppure con una diversa identità (Talento).

Da domani questo complicato intreccio di relazioni potrebbe essere rimesso in gioco. Sarebbe logico cioè che PSA e Opel unissero le forze in casa per alimentare propri stabilimenti produttivi senza dare man forte ad altre piattaforme o che, entrambe, si convogliassero verso una sola piattaforma, in modo da rivedere la propria forza contrattuale nella relazione. Insomma, sarebbe più logico se il Movano di Opel trovasse casa nella joint venture tra PSA e Fiat Professional o che il Jumper e il Boxer venissero portati all’ombra dell’accordo tra Opel e Renault-Nissan. O lo stesso discorso potrebbe essere ripetuto anche all’interno di altri segmenti.

Ipotesi, certo. Ma se la parola «sinergia», drasticamente abusata nei comunicati che annunciano l'acquisto di oggi, ha veramente un senso, potremmo assistere a qualche piccolo scossone nell’industria europea dei van.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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