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Uggè dopo il crollo della A14: «Urgente una mappatura nazionale dei cavalcavia»

10 marzo 2017

Se crolla un ponte al passaggio di un camion si punta l’indice contro il camion. Ma se crolla da solo? Significa, risponde Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto, «che l’autotrasporto non ha responsabilità in ciò che è accaduto, come non ne aveva nel caso della tragedia di Annone Brianza».

Ma siccome i ponti continuano a crollare «è indispensabile – replica Uggè – una mappatura nazionale dei cavalcavia, strumento che ancora non esiste».

Il tragico evento accaduto nell’anconetano, che ha bloccato ieri la A14 per l'intera giornata, suscita in effetti molti dubbi e pone inquietanti interrogativi sullo stato di manutenzione delle nostre infrastrutture. «C’è da chiedersi quanti siano i manufatti in Italia che versano in condizioni precarie – prosegue il presidente di Conftrasporto – Qualche risorsa oggi destinata a opere meno utili forse è il caso di trasferirla alla messa in sicurezza delle strutture a rischio».

L’ultimo monito il presidente di Conftrasporto l’aveva lanciato meno di cinque mesi fa, quando, il pomeriggio del 28 ottobre, il cavalcavia di Annone Brianza crollò causando la morte di un uomo e diversi feriti. Anche allora Uggè invocò la mappatura e la verifica dello stato ‘di salute’ delle strutture che sovrastano le strade e autostrade italiane. «Invece le nostre autorità hanno solo saputo bloccare il sistema produttivo rendendo di fatto impossibile il rilascio delle autorizzazioni per il transito dei trasporti eccezionali, con conseguenti danni sull’economia e il lavoro», conclude Uggè.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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