LOGISTICA

Hupac: 2011 a +6,6%, ma per il futuro richiede infrastrutture efficienti

31 gennaio 2012
Il trasporto combinato delle merci, viaggiando al transito dell’economia, non vive un momento di fulgore. Prova ne sia che anche in Svizzera, da sempre paese più avanzato in materia, si attendevano per l’anno appena chiuso molto (circa il 25%) di più. Sintetizza questa fotografia l’andamento di Hupac, che complessivamente ha trasportato 723.894 spedizioni stradali con una crescita del 6,6%. Poca cosa in rapporto al primo semestre, quando l’andamento viaggiava abbondantemente a doppia cifra, per poi rallentare nel secondo semestre a causa appunto della grigia congiuntura internazionale. Certo, rimangono le performance sopra la media del traffico transalpino verso l’Austria (+24%), spinte dalla sagoma dell’asse del Brennero che consente di trasportare semirimorchi di grandi dimensioni con un’altezza laterale di 4 metri. Ma ugualmente bene, fuori dal traffico transalpino, sono andate con un +12,6% le direttrici Benelux-Austria/Ungheria/Romania, Benelux-Polonia/Russia e Belgio-Francia/Spagna. Al contrario, il traffico transalpino via Svizzera, autentico core business di Hupac, non è andato oltre l’1,8% di crescita, a causa di maltempo e interruzioni di tratte per incidenti. Ma soprattutto le cose potrebbero andare molto meglio se alcune infrastrutture strategiche venissero gestite con le dovute attenzioni alle priorità. Un esempio? La linea di traffico merci Bellinzona-Luino-Novara, sulla quale circola l’80% del trasporto combinato non accompagnato via Gottardo, potrebbe essere potenziata senza investimenti cospicui, prolungando i binari di sorpasso, mentre invece si dà precedenza alla costruzione del corridoio di 4 metri via Chiasso, vale a dire lungo una direttrice non raggiungibile dai terminal fondamentali di Novara e Busto Arsizio-Gallarate. Ed è esattamente quanto contesta il direttore di Hupac Bernhard Kunz: «È necessario dare la priorità al corridoio di 4 metri sull’asse di Luino per l’attuale offerta di traffico e, in secondo luogo, all’asse di Chiasso per i traffici futuri. Se le infrastrutture vengono sviluppate secondo il principio ‘più tardi, di meno, per niente’, il trasferimento del traffico non avanza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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