LEGGI E POLITICA

Infrazioni tachigrafo e ore di guida: nessuna sanzione all’impresa che ha correttamente formato i propri autisti

27 marzo 2017

In caso di infrazioni riguardanti il cronotachigrafo e gli orari di guida, non è prevista alcuna sanzione per l’impresa che ha formato e istruito i propri autisti in materia. Lo ha dichiarato con una circolare (n. 300/2017, che trovate in allegato) ) la Direzione Centrale della Polizia Stradale, facendo così chiarezza su una materia interessata negli ultimi tempi da nuove e complesse disposizioni legislative, sulla quale Federtrasporti ha organizzato a suo tempo un workshop durante il recente Transpotec.

Come abbiamo già ricordato, la Direzione Generale del trasporto stradale del MIT, con il decreto dirigenziale n. 215/2016 e, successivamente, con la circolare 2720/2016, ha disciplinato, tra l’altro, gli obblighi imposti alle imprese dalla UE di organizzare specifici corsi di formazione in materia di corretto utilizzo del tachigrafo e di verificare l'accertata frequenza di tali corsi da parte dei loro conducenti o dei conducenti sottoposti a loro disposizione, unitamente all'assolvimento di altri oneri di informazione, di controllo e di verifica trimestrale delle risultanze dei tracciati tachigrafici. A comprova della regolare frequenza ai corsi organizzati, tanto l’autista quanto l’azienda ricevono uno specifico attestato.

Sulla base di queste nuove norme, la Direzione della Polizia Stradale ha stabilito di conseguenza che l'organo di polizia che contesti all’autista un’infrazione alle norme sui tempi di guida e di riposo e sul corretto uso del cronotachigrafo (Regolamenti europei 561/2006, 165/2014 e 3821/1985) non procederà a contestare all'impresa da cui l’autista dipende le sanzioni amministrative a carico del datore di lavoro in materia di ore di guida e di riposo (art. 174, c. 14, CdS), qualora venga data prova, nell'immediatezza del controllo e comunque prima della redazione del verbale, dell'adempimento degli oneri di formazione, istruzione e controllo attraverso la presentazione all’agente dell’attestato sopra citato.

Questo vale però solo quando si tratti di infrazioni lievi che non presuppongono evidenti carenze organizzative  (infrazioni minori IM nell'allegato III del Reg. UE 403/2016). In tutti gli altri casi, invece, si procederà alla contestazione dell'art. 174, rimettendo la valutazione in ordine alla responsabilità dell'impresa al Prefetto o al Giudice di Pace. Saranno questi organi a valutare le prove dell’adempimento degli oneri di formazione, istruzione e controllo e il fatto che l'infrazione non è imputabile a insufficienze organizzative dell'attività dei conducenti da parte della stessa impresa. Prove a favore dell’azienda sono l’esistenza di un contratto di trasporto in forma scritta o di istruzioni scritte compatibili con le norme in esame. È quindi innegabile che l’impresa è obbligata a far svolgere ai propri dipendenti i corsi di formazione e ad adempiere a tutte le prescrizioni previste dal decreto dirigenziale 215/2016 in tema di fornitura di adeguate istruzioni all’autista e di verifica trimestrale, in contraddittorio con lo stesso autista, delle risultanze dei tracciati tachigrafici.

Si eviterà così sia di dover ricorrere al Giudice di Pace - con tutti i costi e le incognite del caso - per dimostrare di aver comunque provveduto alla formazione dei propri dipendenti; sia che l’accumularsi di sanzioni a carico dell’impresa per mancata o insufficiente formazione dei propri autisti si traduca in un intervento da parte degli organi ispettivi del Ministero del lavoro.

In allegato riportiamo la  Circolare n. 300/2017 del Ministero dell'Interno.

Per accedere al Regolamento UE 403 2016, clicca qui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home