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Cassazione: ecco quando e dove è obbligatorio il cartello di avviso di controllo della velocità

4 aprile 2017

È obbligatorio posizionare prima di un autovelox un cartello che avvisa del successivo controllo dei limiti di velocità? Sì, anche se almeno in un caso se ne può fare a meno. È questa in estrema sintesi la risposta fornita dalla Cassazione con sentenza n. 7949/2017 con cui ha chiarito espressamente tre punti molto importanti riguardo al posizionamento di tale cartello. Vediamo quali sono.

Il primo: non esiste una distanza minima da rispettare tra cartello e autovelox e quindi può essere posizionato anche nelle immediate vicinanze.

Il secondo: esiste invece una distanza massima tra cartello e autovelox che corrisponde a quattro chilometri. Oltre questa distanza il cartello non è regolare. Anche se, in effetti, quattro chilometri non sono pochi e quindi quando ci si trova davanti al cartello di avviso di controllo bisogna tener presente che possono passare anche diversi minuti prima di incorrere effettivamente nel controllo.

Il terzo: se ci si immette in una strada principale e su questa era stato posizionato il cartello di avviso di controllo della velocità prima dell'innesto, non è necessario ripetere l’avviso. Quindi significa che a quel punto il veicolo che da una strada si immette in un’altra ha almeno quattro chilometri di essere a rischio di controllo senza per questo essere allertato. Di conseguenza è sempre necessario in questi casi prestare particolare attenzione.

Infine, la Cassazione specifica che nella sanzione non vanno riportati i dati relativi al posizionamento del veicolo. In sintesi, quello che viene meno è la certezza di sapere a quanti metri o chilometri sarà posizionato il cartello, così come non è certa la presenta della polizia che potrebbe emettere sanzione anche senza una contestazione immediata della multa.

Tutto questo servirà a far funzionare meglio il sistema e a indurre gli utenti della strada ad adeguare sempre la loro velocità? Difficile rispondere. Molto più probabilmente saremmo indotti a pensare che non cambierà praticamente nulla.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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