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Carburanti alternativi e ibridi, Scania raggiunge quota 5.000 veicoli

5 aprile 2017

Nel 2016 vendite della casa svedese aumentate del 40%. Ed entro il 2020 il costruttore scandinavo vuole produrre energia elettrica senza utilizzare combustibili fossili, passando dall’attuale 79 al 100%

Anche nel 2016 Scania si è distinta per la sua attenzione al trasporto ambientalmente sostenibile. L’anno scorso, infatti, le vendite di veicoli a carburanti alternativi e ibridi del costruttore scandinavo sono aumentate del 40%, un record per quanto riguarda la commercializzazione di mezzi di questo tipo. Scania ha raggiunto così quota 5.000 veicoli, portando la casa svedese a caratterizzarsi sempre più verso un sistema di trasporto merci compatibile con il rispetto ambientale. Oggi Scania fornisce la più ampia gamma di sistemi di propulsione a carburanti alternativi presente sul mercato.  

In aggiunta, gli autisti di clienti Scania che, nel corso del 2016, hanno partecipato a corsi di formazione per imparare uno stile di guida maggiormente efficiente sono stati circa 40.000, con un incremento dal 2015 del 30%.

In questi giorni il costruttore svedese ha infine pubblicato il Report annuale sulla sostenibilità del 2016, 142 pagine in cui si evidenzia l’impegno dell’azienda nell’offrire soluzioni di trasporto sostenibili che consentano contemporaneamente ai clienti di incrementare i propri livelli di profitto. 

«È in continua crescita la richiesta di veicoli e di servizi in grado di supportare i proprietari di flotta nella riduzione dei consumi di carburante e, di conseguenza, dei costi e delle emissioni - ha commentato Henrik Henriksson, presidente e AD di Scania - Una dimostrazione del fatto che sostenibilità e profittabilità vanno esattamente di pari passo».

All’interno di queste tematiche, Scania si è inoltre proposta un obiettivo ambizioso: quello di diventare entro il 2020 indipendente dai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica.

Nei paesi con mercati liberi di energia, Scania è in grado già da oggi di procurare energia elettrica senza combustibili fossili, utilizzando alternative disponibili per la compensazione del carbonio. Attualmente il 79% dell’energia elettrica che Scania acquista o genera internamente deriva da fonti non fossili. Il passaggio all’energia elettrica senza combustibili fossili porterebbe a una significativa riduzione delle emissioni di anidride carbonica e questo non solamente per i siti di produzione, ma per tutte le sedi operative, non ultime le centinaia di officine del brand. In Scandinavia l’energia fornita a Scania proviene principalmente da centrali idroelettriche, mentre in Francia e Polonia è maggiormente diffusa l’energia solare e eolica. E tra i prossimi Paesi pronti a passare all’energia elettrica senza combustibili fossili, oltre ad Olanda e Regno Unito, ci sarà anche l’Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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