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Continua la polemica in CNA-Fita: per l’opposizione la presidente Franchini è sfiduciata

12 aprile 2017

Cosa succede in CNA-Fita? Molto banalmente si potrebbe rispondere, «si sta litigando», magari in vista dell’assemblea che a giugno dovrà rinnovare i vertici dell’associazione. Ma è un litigio scomposto tra due parti, non consumato all’interno di chiuse stanze, ma portato agli occhi di tutti e soprattutto condito con accuse reciproche, anche pesanti, puntualmente smentite dall’altra parte.

Così, lo scorso 3 aprile vi avevamo informato, tramite una nota della presidente Cinzia Franchini, di un consiglio nazionale della CNA-Fita svolta a Bologna il 1° aprile per approvare un nuovo statuto e di come fossero nati dei dissapori a causa della bocciatura, da parte di quella che Franchini definiva «la solita minoranza», di un articolo che affidava all’associazione una missione “antimafia”.

Oggi un’altra nota firmata da Patrizio Ricci, presidente CNA Fita Lombardia, e dagli altri componenti del consiglio CNA Fita – tutti insieme si firmano la «maggioranza» del consiglio dle 1° aprile – che smentisce completamente la ricostruzione fatta da Franchini. In che modo?

Innanzi tutto, Ricci sottolinea che l’emendamento all’articolo contestato «è stato bocciato dalla stessa persona che l’ha presentato, cioè la Presidente e ne ha impedito la messa a verbale». Situazione che, stando sempre a questa ricostruzione, risulterebbe provata dalle registrazioni esistenti.

Altro punto controverso riguarda le votazioni: secondo la nota, quelle «degli articoli sono passate a maggioranza almeno 19 contro 18 (perché i presenti erano 37) mentre per lo statuto e il regolamento sono passati con larghissima maggioranza 19 a 6».

Ma l’accusa più pesante riguarda il nodo politico della vicenda. Secondo Ricci questa polemica sarebbe «un pretesto per nascondere il fallimento di un mandato politico che non c’entra nulla con il suo operato, peraltro condiviso, contro la mafia e la malavita organizzata». I fatti raccontati, secondo il presidente di CNA-Fita Lombardia, finiscono per nascondere «il fatto più importante che si è consumato in quella sede: la maggioranza dell’organo dirigente (il Consiglio Nazionale della CNA Fita) ha negato la fiducia all’operato di mandato 2013/2017 della sua presidenza e per finire ha anche proposto e votato uno statuto e un regolamento che assicura spazio alla discussione e alla democrazia nell’associazione». In più lo stesso consiglio ha «stigmatizzato una gestione personale e personalistica da parte della Presidente di CNA Fita la quale, invece di prenderne atto con le dovute conseguenze, ha deliberatamente strumentalizzato la questione della legalità e della lotta alla criminalità organizzata, dimostrando tutta la sua debolezza nel dirigere una grande associazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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