UFFICIO TRAFFICO

Il silenzio degli innocenti: in Friuli irregolare (e multato) il 65% dei trasporti con animali vivi

13 aprile 2017

A molti non piacerà come associazione mentale. Ma, almeno secondo tradizione, la Pasqua si associa agli agnelli, simbolo di resurrezione. Simbolo cristiano, ma anche piatto prepotentemente presente sulle tavole. Ma per approdare sulle tavole, deve prima essere trasportato. E come? La risposta, stando ai controlli effettuati in questi ultimi giorni dalla polizia stradale, è netta: male, a volte malissimo. Prendiamo per esempio quelli condotti in una regione di frontiera, come il Friuli Venezia Giulia: nei giorni scorsi su 91 controlli a veicoli che trasportavano animali vivi (64 a trasportatori italiani e 27 a stranieri) sono state riscontrate 59 irregolarità. Vale a dire, il 64,8% dei veicoli sottoposti a verifica è risultato sanzionabile. Un po’ troppi, a maggior ragione se si va a verificare in che modo è stata violata la normativa. Volete un esempio?

Prendete il caso di un trasportatore romeno controllato nei pressi del valico di Fernetti, mentre entrava in Italia per andare a scaricare in Maremma, nella Toscana meridionale. Sul semirimorchio che trainava c’erano stipati ben 905 agnelli. Quanti stipati? La risposta c'è: se si considera che mediamente un agnello pesa circa 14 kg, è stato calcolato che ognuno aveva a disposizione un’area di circa 0.137 metri quadri. Poco spazio e pochissima ventilazione, anche in base a quanto previsto dalla legge. E così gli agenti di Udine hanno multato il romeno con 1.300 euro e con l’obbligo di suddividere il carico su due veicoli o in due viaggi. Perché soltanto in questo modo il trasporto sarebbe diventato regolare. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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