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Ape Sociale per autisti di camion: domande dal 1° maggio

19 aprile 2017

Parte il 1° maggio 2017 la cosiddetta Ape Sociale, vale a dire il trattamento pensionistico anticipato concesso ad alcune categorie di lavoratori svantaggiati o con alle spalle impieghi usuranti, come per esempio gli autisti di veicoli pesanti. A fissare la data di avvio (inizialmente prevista per il 1° marzo) è stato un decreto del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, firmato lo scorso 18 aprile e da sottoporre al vaglio del Corte dei Conti e del Consiglio di Stato prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si tratta comunque di una misura di carattere sperimentale, nel senso che ne verrà verificata la sostenibilità nella prossima legge di Bilancio ed eventualmente confermata anche per gli anni a venire. In ogni caso adesso - vale a dire appena l'Inps avrà emanato la circolare con gli ultimi dettaglia - si parte.

 

Chi versa l’indennità?

L'indennità è a carico dello Stato e più precisamente a versarla al lavoratore sarà direttamente l’Inps. Banche e assicurazioni, cioè, contrariamente ad altre forme di pensione anticipata su base volontaria, qui non vengono coinvolte.

 

A chi sarà versata?

Il primo requisito riguarda l’età: aver compiuto almeno 63 anni. Il secondo riguarda l’anzianità contributiva: per chi la riceve per ragioni assistenziali, vale a dire i lavoratori (pubblici e privati, autonomi e ai lavoratori iscritti alla gestione separata) disoccupati che non percepiscono il sussidio di disoccupazione da almeno tre mesi oppure che assistono da almeno sei mesi, coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave, è necessario aver versato almeno 30 anni e non essere a più di 3 anni e 7 mesi dalla maturazione del diritto alla pensione; per chi invece ha svolto lavori pesanti e quindi anche per gli autisti di camion, gli anni di contributi richiesti sono 36. Attenzione, però: non è richiesto che la mansione gravosa sia stata svolta per l’intera vita lavorativa, ma almeno per 6 anni continuativi e conteggiati al netto di 7 anni, nel senso che gli anni vengono considerati validi anche se, per esempio, il lavoratore ha interrotto il lavoro per 12 mesi di cassa integrazione. C’è una sola eccezione: avere in corso un ammortizzatore sociale, perché in questo caso va prima esaurito e quindi, trascorsi 90 giorni, diventerà possibile incassare l’Ape sociale fino al primo mese di pensionamento.

 

In quanti saranno coinvolti nella misura?

Il primo anno considerando l’intera misura (quindi in tutte le sue forme), l’Ape Sociale dovrebbe interessare circa 30-35mila, per scendere di qualche migliaia nel 2018. Per coprirla finanziariamente lo Stato ha stanziato 300 milioni per il 2017, 609 per il 2018, 647 nel 2019, 462 nel 2020. Quindi, a partire dal 2021 la spesa diminuirà a 281 milioni e, da lì a due anni, andrà a scemare completamente, in quanto verrà soppiantata dalla pensione vera e propria. Se tali stanziamenti non dovessero essere sufficienti, vale a dire se le domande presentate dovessero essere superiori rispetto a quanto preventivato, l’Inps ha previsto delle graduatorie scorrevoli.

 

Quanto sarà versato?

L’assegno ammonterà alla rata mensile della pensione calcolata al momento della richiesta laddove sia inferiore a 1.500 euro lordi. Se invece la futura pensione sarebbe stata maggiore allora l’importo, allora l'assegno mensile sarà di 1.500 euro lordi. Bisogna però specifica che il trattamento viene considerato ai fini fiscali come un reddito da lavoro dipendente (quindi il netto è maggiore di quello associato a un reddito da pensione equivalente e consisterà in poco meno di 1.300 euro). È chiaro che questo è un anticipo. Nel senso che poi, quando il lavoratore andrà effettivamente in pensione, a quel punto percepirà quanto maturato.

 

Come si ottiene il beneficio?

Va presentata un’apposita domanda all’Inps già a partire dal 1 maggio e non oltre il 30 giugno. Se si sta in questi tempi si può avere la possibilità di “affacciarsi” nella prima finestra creata per questa tipologia pensionistica, che dovrebbe aprirsi tra settembre e dicembre. Per avere invece il trattamento pensionistico per il 2018 bisogna attendere il 1° gennaio e presentare domanda entro il 30 marzo, così da affacciarsi a partire da giugno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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