LEGGI E POLITICA

Ecco cosa il governo ha promesso all'autotrasporto per scongiurare il fermo

28 aprile 2017

Il sottosegretario Simona Vicari ieri pomeriggio ha ricevuto al  le associazioni di categoria raccolte in Unatras, il raggruppamento unitario che nei giorni scorsi aveva concretamente prospettato l’opportunità di proclamare un fermo dei servizi. Per scongiurare tale prospettiva il rappresentante del governo ha messo sul tavolo le seguenti misure:

-  l’impegno di inserire nel decreto legge fiscale del 24 aprile:

▪ un emendamento con misure relative al ferrobonus e al marebonus

▪ norme repressive dell’abusivismo in tema di trasporti internazionali

▪ il divieto di riposo settimanale in cabina (misura questa contemplata soltanto nel resoconto di Confartigianato Trasporti)

▪ la fruizione della misura decontribuzione in de minimis per il 2016

▪ il recupero dei 60 milioni non utilizzati nell’anno 2016 e inizialmente da utilizzare per la decontribuzione del personale attivo in trasporti internazionali, per destinarli sia per le spese non documentabili sia per altri interventi

- la sospensione immediata della circolare sulle revisioni dei veicoli

-  l’avvio delle procedure per far entrare nell’organico della Motorizzazione, già dai primi di maggio, 30 ingegneri e quindi altri 50

- la sottoposizione il prossimo 8 maggio alla Conferenza Stato-Regioni della direttiva ministeriale sui trasporti eccezionali, che prevede la ‘deresponsabilizzazione’ delle imprese di autotrasporto

- la firma del mandato per il pagamento degli sconti dei pedaggi autostradali per il saldo 2015 che dovrebbero avvenire nell'arco di una ventina di giorni

- la conferma per il prossimo triennio delle risorse destinate al settore (240 milioni all'anno fino al 2019)

le modifiche al calendario dei divieti di circolazione per i trasporti da e verso la Sicilia.

Tanto? Poco? Per certi versi i commenti sono positivi. «Dalle risposte fornite pare si voglia procedere speditamente con soluzioni concrete, attese da troppo tempo dalle imprese», commenta il presidente Confartigianato Trasporti e di Unatras, Amedeo Genedani.
“È necessario che sugli impegni siano definite date certe ma le valutazioni sulle proposte ricevute saranno rimesse ai competenti organi dell’Unatras che convocheremo nei prossimi giorni».

Sulla stessa falsa riga si muovono anche le dichiarazioni del presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè: «Nei prossimi giorni riuniremo gli organismi di competenza per discutere i risultati dell’incontro. Per ora siamo alle comunicazioni verbali: ci riserviamo di fare le nostre valutazioni dopo le opportune verifiche».

Qualche nota critica si solleva invece dalla Fiap. La dirigenza dell’associazione si dice non completamente soddisfatta» «Sicuramente qualcosa si è mosso - si legge in un comunicato - ma molto poco rispetto ai bisogni del nostro  settore. Ci riserviamo di discutere e valutare più approfonditamente nel corso dell’esecutivo di Unatras che si terrà il 10 maggio prossimo tutti gli aspetti, ma in mancanza di novità sostanziali di qui a quella data, difficilmente si potrà evitare di fissare la data in cui si terrà il fermo nazionale dei servizi». «Nessuno può auspicare un fermo - conclude il comunicato - ma riteniamo che la rappresentanza debba assolvere la sua missione con ogni mezzo, c’è in gioco la sopravvivenza delle aziende che vogliono rispettare le regole, cosa che sembra interessare poco al nostro Ministero, viste le risposte che continuano a non arrivare, e non può essere sufficiente assicurarci che manterranno l’accordo già preso sull’erogazione dei contributi al settore per revocare la decisione che le imprese hanno già preso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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