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Cabotaggio, orario e accesso: ecco come la UE stravolgerà il settore

29 aprile 2017

Mentre in Italia si discute sulle modalità per evitare il fermo, a Strasburgo sta prendendo forma un pacchetto di norme destinato a influire molto sul settore e che dovrebbe portare un notevole sostegno contro il cabotaggio abusivo e, in generale, un aiuto al riequilibrio competitivo tra la vecchia Europa e quella dei Paesi dell’Est.

Sono attualmente all’approvazione delle Direzioni generali della Commissione europea - ma entro fine maggio riceveranno l’ok del Collegio dei Commissari per approdare all’Assemblea plenaria del Parlamento europeo - alcune modifiche al regolamento all’accesso al mercato, alla professione, alla tariffazione delle infrastrutture, alle norme sull’orario di guida e riposo e alla formazione iniziale e periodica. Rimandate a novembre invece le modifiche al regolamento sul trasporto combinato e l’intermodalità.
Tra le novità più importanti presenti nelle bozze, la limitazione per il cabotaggio stradale: viaggi illimitati ma nel giro di 5 giorni, e non su 7 com’è attualmente, con il tetto massimo di 3 operazioni di trasporto. Una semi-liberalizzazione che concede la possibilità di fare un numero di viaggi a piacere (anche perché sono difficilmente verificabili), ma restringe il periodo in cui un’azienda straniera può lavorare in un paese diverso da quello in cui ha sede.

Altra misura in soccorso ai Paesi della vecchia Europa è quella che modifica il regolamento sui tempi di guida e riposo introducendo il divieto del riposo lungo settimanale in cabina, già legge in Francia (pioniera in questa direzione), Belgio e più recentemente in Germania che ha introdotto sanzioni salate per autisti e aziende trasgressori. Le modalità concrete però e i limiti con cui sarà attuata questa disposizione non sono state ancora completamente chiarite.

Infine, è arrivato anche il placet della Corte di Giustizie Ue che si è espressa, vietandolo, contro il riposo lungo settimanale in cabina per gli autisti di camion. Un altro importante stop arriva dal regolamento all’accesso alla professione che richiede più attenzione per la capacità professionale, finanziaria, tecnica e di stabilimento (per la quale sarà fondamentale comunicare dove vengono depositati i veicoli) per arginare il fenomeno delle imprese “caselle postali”, realtà fantasma che spesso nascondono illeciti di vario tipo. 

Infine, una novità che influirà molto sull’assetto dei pedaggi europei: dal 2019 non potranno più esistere tariffe fisse (le attuali vignette), ma il pedaggio dovrà tenere conto del chilometraggio percorso, della classe Euro (emissioni) dei veicoli e, soprattutto, sarà il medesimo per camion e vetture. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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