FINANZA E MERCATO

Conferenza Gnl di Napoli: riposte green per un trasporto sostenibile

12 maggio 2017

I tempi sono sempre più maturi: il mondo dell’autotrasporto guarda al Gnl come al carburante green, alternativo al diesel, per raggiungere la sostenibilità di cui ha bisogno e andare incontro alle richieste di una committenza sempre più sensibile sul fronte ambientale. È in sintesi il clima che si è respirato durante la Conferenza Gnl che ha raccolto a Napoli (Mostra d’Oltremare) la comunità internazionale interessata al tema. Case costruttrici e grandi gruppi energetici guardano all’autotrasporto come alla modalità più interessante per la diffusione di questo carburante, diverse aziende stanno riconvertendo le flotte, ma se al Nord la rete distributiva sta crescendo in fretta (10 stazioni di servizio già realizzate e altre 5/6 sono in costruzione), il Sud rimane per il momento scoperto a causa della mancanza di punti di rifornimento sulla penisola: il Gnl, attualmente, arriva in Italia via strada da Marsiglia o da Barcellona. Questo fa si che il prezzo del carburante cresca man mano che si scende di latitudine, rendendo gli impianti al Meridione meno convenienti.

Una situazione destinata ad evolvere. «Importiamo dal Quatar una grandissima quantità di Gnl – ha annunciato Davide Macor, direttore mercato business di Edison Energia durante il convegno “Il Gnl per i trasporti pesanti” – Stiamo lavorando sugli impianti di Oristano e Ravenna e riteniamo che il settore dell’autotrazione sia il più interessante in questo momento. Il navale sarà vivace solo dopo il 2020. Per questo vogliamo diventare un operatore verticalmente integrato facendo delle partnership con la logistica». Edison, che non ha escluso di intervenire anche al Sud, ha lanciato un appello importante alle aziende di autotrasporto e logistica invitandole a lavorare insieme per la diffusione di questo carburante. Anche Bernardini Srl – impegnata in questo momento nella costruzione di un impianto per Pe.Tra, azienda di autotrasporto di Brembate, destinato anche a terzi – e Ham Italia che invece sta seguendo un progetto europeo per la rete di distribuzione tra Spagna e Slovenia – non hanno escluso la possibilità di prevedere impianti al Sud, forse meno remunerativi nel breve periodo rispetto a quelli più a Nord, ma comunque con margine operativo destinato a crescere in futuro.

D’altra parte, «l’uso del Gnl per i veicoli pesanti è uno dei punti fondamentali di una complessa strategia per invertire il trend delle emissioni nocive nei trasporti – ha ricordato Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council che lo scorso anno ha pubblicato un Quaderno sulla sostenibilità del trasporto su strada - Tra le 6 proposte presentate al Governo e alle istituzioni dalla nostra associazione c’è anche quella di sostenere la diffusione del Gnl attraverso un piano che congeli il livello di tassazione su un periodo di 5 anni per consentire la pianificazione degli investimenti».

Le aziende stanno cominciando a capire l’importanza degli investimenti in sostenibilità. «Secondo una ricerca condotta da Anita, le imprese che hanno investito in efficienza energetica – ha detto Ludovico Ventriglia della segreteria tecnica di Anita – hanno visto un incremento del 13,5% del loro volume di affari, chi non ha investito ha registrato una riduzione dell’8,5%». A dimostrazione dell’attenzione crescente del settore e della committenza verso i temi della sostenibilità, resa ancora più possibile da una tecnologia sempre più matura. «Gli ordini di veicoli a Gnl – ha detto Fabio Pellegrinelli, Gas Business Development Iveco Italy Market – sono aumentati in maniera significativa dopo il lancio del nuovo Stralis da 400 cavalli e doppio serbatoio che consente un’autonomia di circa 1500 chilometri». Anche la trasformazione sta facendo passi da gigante: cresce la richiesta di retrofit dual fuel, come quello proposto da Ecomotive Solutions, che trasforma il camion diesel nell’alternativa green. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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