LEGGI E POLITICA

Rolex in cambio di emendamento? Ma l’Iva non c’era…

22 maggio 2017

Nel mondo dell’autotrasporto – che con le dimissioni di Simona Vicari perde di punto in bianco un prezioso interlocutore nella vertenza con il governo – c’è anche chi s’interroga sulla reale portata delle accuse rivolte dalla Procura di Palermo alla sottosegretaria di aver favorito l’armatore Ettore Morace, in cambio di un Rolex del valore di 5.800 euro, facendo approvare un emendamento che abbassava l’Iva sui trasporti marittimi locali. Il presidente di FAI-Conftrasporto, Paolo Uggè, con una nota pubblicata sul blog «Strada facendo», riprende un articolo di Franco Bechis su «Libero» per sottolineare che «alle imprese del trasporto marittimo locale non è stata abbassata l’Iva, per il semplice fatto che il settore era esente dall’Iva sui biglietti venduti».
Uggè ricorda la vicenda parlamentare sulla falsariga di quanto scritto da Bechis, il quale, dopo aver definito «inesatta» la ricostruzione del procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, e aver premesso di augurarsi che «l’indagine sia stata fatta con un pizzico di cura in più», ricorda come l’emendamento «che avrebbe avuto il placet della Vicari fu in effetti presentato il 9 novembre scorso» alla commissione Trasporti della Camera in sede consultiva, «a firma congiunta dal vicepresidente della commissione stessa, Vincenzo Garofalo (Ap) e di Anna Maria Carloni (Pd) che è la moglie di Antonio Bassolino. Fu fatto proprio in commissione Bilancio, modificandone solo la copertura, dal relatore alla legge di bilancio 2017, Mauro Guerra (Pd), e approvato. Il contenuto era questo: inseriva in quel settore l’Iva al 5% (e non al 4%) sui biglietti venduti che fino a quel momento erano esenti dalla tassazione».
L’emendamento, riferisce ancora Bechis, portava dunque una maggiore tassazione (11,6 milioni), ma consentiva anche la detrazione – bloccata dal 2012 – di una parte dell’Iva (19,4 milioni). Fatta la somma algebrica il beneficio per gli armatori è stato di 7,8 milioni di euro, ma non solo per i siciliani, bensì per quelli che – ovunque in Italia, dalla Campania alla Lombardia – gestiscano collegamenti verso isole vicine, anche sui laghi. Tant’è vero, conclude Bechis, che «la norma era stata richiesta espressamente da Confitarma, l’associazione confindustriale degli armatori, che ha ringraziato Parlamento e governo dopo l’approvazione».
Unica precisazione di Uggè: «Quell’emendamento rappresenta una norma generale che, come dice il ministro stesso, appartiene a una scelta politica condivisa dal governo su richiesta di Conftrasporto-Confcommercio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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