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Franchini: I concessionari autostradali italiani incapaci di garantire standard europei

6 febbraio 2012
Prima la neve, poi il blocco e poi le polemiche. Non può essere altrimenti. In un anno in cui gli autotrasportatori sono stati richiamati all’ordine con rigide ordinanze prefettizie e delle autostrade che prevedevano l’uso obbligatorio – e quindi l’acquisto – di catene da neve o di pneumatici invernali, alla fine tutto si è rivelato inutile. Di chi la colpa? Secondo Cinzia Franchini, presidente della CNA-Fita non c’è dubbio: “i concessionari autostradali sono solerti e tempestivi nell’aumentare periodicamente i pedaggi oppure nel convincere i politici a rinnovargli le concessioni per 30 anni ma poi, quando si tratta di erogare il servizio, la questione non sembra riguardarli”. Il confronto con altri paesi europei da questo punto di vista è impietoso: altrove, continua Franchini, si “garantisce comunque la circolazione, noi andiamo subito in tilt”. Ma soprattutto quello che non va giù alla presidente della CNA-Fita è l’assurdo “sequestro” di molti autotrasportatori all’interno degli autoparchi, come è accaduto per esempio a Cesena, “vittime non del maltempo ma dell'incapacità di garantire servizi adeguati per emergenze annunciate da tempo”. La cosa che appare maggiormente grave, secondo Franchini, sono le conseguenze di questo stato di cose, che da una parte “scarica sugli utenti i maggiori costi oltre ovviamente ai disservizi”, ma dall’altra finisce per far scappare la committenza estera, “perché qui l’indeterminatezza è la regola”.

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