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Sciopero contro nuovi tempi di riposo UE, porti liguri bloccati e partecipazione all'80%

29 maggio 2017

Rischia di essere uno degli scioperi dell’autotrasporto più significativi degli ultimi anni quello indetto per oggi dai sindacati confederali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti contro la nuova normativa sui tempi di guida e di riposo in preparazione presso la Commissione Europea. La partecipazione, stando alle stime dei sindacati, è arrivata all'80%. Ricordiamo che i sindacati denunciano che, con tali nuove norme, gli autotrasportatori verrebbero esclusi dall’applicazione della Direttiva sui distacchi – valida solo se il periodo speso dal conducente in un certo Paese superi i 5 giorni – e che per i camionisti le ore di riposo settimanale verrebbero ridotte da 45 a 24, estendendo di conseguenza il tempo di guida.

Lo sciopero nazionale era articolato su quattro ore, ma in Toscana, Piemonte e Veneto è stato allungato a otto ore e in Liguria a 24 ore. Oltre al fermo del lavoro, poi, i trasportatori stanno attuando presidi in alcuni porti e interporti e davanti alle Prefetture.

È soprattutto nei porti di Genova, La Spezia e Savona che sono in corso le manifestazioni più partecipate e imponenti. Nel capoluogo ligure la protesta è iniziata addirittura ieri alle 21 con diversi presìdi al varco di ponte Etiopia, nel parcheggio di Campi, a San Benigno, nel parcheggio Aeroporto, nella rotonda Fiumara, all’ingresso del terminal Traghetti. Dalle 5.30, poi, circa una ventina persone si sono posizionate davanti al varco di accesso al porto sul lungomare Canepa, con i camion incolonnati anche nella zona di San Benigno. Il presidio ha provocato code in uscita al casello di Genova Ovest e anche rallentamenti fra Pegli e Aeroporto sull’autostrada A10. Con l’aumentare del numero di mezzi pesanti lasciati fermi, da mezzogiorno si sono verificate code in uscita a Genova Ovest. In totale i varchi portuali bloccati da parte dei lavoratori sono nove.

Ferme anche parecchie grosse aziende di trasporto piemontesi, in particolare lo stabilimento Ilva di Novi Ligure, mentre la situazione è più tranquilla nel Porto di Venezia, nell'Interporto di Padova e a Treviso, dove peraltro sono in corso assemblee e volantinaggi.

“Questa è l’unica risposta corretta per contrastare le misure della Commissione Europea" è il commento della Segreteria nazionale della Uiltrasporti. “E’ necessario tenere alta l’attenzione su scelte europee di questo tipo. La modifica della Direttiva 561/06 invece di combattere il lavoro nero e la concorrenza sleale, incoraggia aziende prive di scrupoli ad abbassare i prezzi rispetto alla concorrenza, tagliando impunemente salari, organizzazione del lavoro e sicurezza. Serve un intervento da parte del Governo italiano di sollecitazione verso la Commissione Europea, perché i lavoratori dell’autotrasporto merci siano salvaguardati revocando questa scellerata modifica”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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