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Cabotaggio, distacco e riposo: ecco le proposte ufficiali della Commissione UE

1 giugno 2017

Alla fine la Commissione europea è andata avanti per la sua strada. Vi avevamo già anticipato delle intenzioni che aveva rispetto alle modifiche relative al cabotaggio, al distacco degli autisti e alla modifica del riposo settimanale, così come delle manifestazioni di protesta organizzate in diversi paesi per frenare questa prospettiva. Invece, l’organo di governo dell’Unione europea ha inserito le sue proposte, all'interno del pacchetto mobilità presentato il 31 maggio, esattamente nel modo con cui le aveva preannunciate. Vediamo per adesso gli aspetti principali.

Cabotaggio

Attualmente le operazioni di cabotaggio possono essere al massimo tre e da svolgersi all’interno di un trasporto internazionale ed entro una settimana dalla data di ingresso nel territorio dello Stato membro. La Commissione propone invece di eliminare il limite relativo alle operazioni di cabotaggio, anche se in un lasso di tempo ridotto a cinque i giorni.

Distacco

L’autista impegnato in trasporti internazionali diventa distaccato qualora rimanga in uno Stato terzo rispetto al proprio per più di tre giorni nell’arco di un mese. Se svolge però operazioni di cabotaggio, viene considerato distaccato già dal primo giorno di impegno.

Questi limiti temporali servono a far quantificare anche la sua retribuzione minima. Perché per la Commissione ogni qualvolta un autista si trovi per più di 72 ore in uno Stato o sia impiegato in un’operazione di cabotaggio dovrà ricevere un trattamento retributivo e contributo esistente in questo stesso Stato.

Riposo settimanale

È forse l’argomento su cui si è creata maggiore contrarietà. Attualmente, come si sa, i conducenti devono osservare un riposo settimanale dopo aver trascorso, al massimo, 6 periodi di 24 ore dal termine del periodo di riposo settimanale precedente. Quello regolare è di 45 ore consecutive, ma si può ridurre a un minimo di 24 ore («ridotto»). In questo secondo caso è obbligatorio recuperare le ore di riposo non consumate entro la fine della terza settimana successiva, entro cioè le 24 di domenica.
Nel corso di due settimane consecutive è possibile svolgere due periodi di riposo settimanali di 45 ore o un periodo di riposo di almeno 45 ore e uno minimo di 24 ore. Non si può, quindi, godere di due riposi ridotti consecutivi.

Peraltro, se il riposo viene goduto in misura ridotta di 24 ore bisogna compensare questo mancato godimento, consumandolo tutto in blocco, vale a dire tutto in una volta.

La Commissione invece propone di compiere un riposo minimo di 24 ore dopo sei periodi di 24 ore. Nell’arco di quattro settimane, però, il conducente potrà godere di un massimo di due riposi di 24 ore, anche consecutivamente, mentre le compensazioni del riposo ridotto dovranno essere aggiunte al successivo riposo settimanale regolare.

Ma la vera novità è riguarda il luogo in cui svolgere questo riposo, perché secondo la Commissione non potrà essere la cabina del camion. Ciò significa che sarà obbligo delle aziende per cui lavorano di fornire loro un alloggio per effettuare il riposo settimanale regolare.

Per la Commissione in questo modo gli autisti avranno modo di trascorrere più tempo a casa e di beneficiare di un riposo migliore pagato dall’azienda, a tutto vantaggio della sicurezza. In più anche la normativa attuale sul riposo, viene definitivamente chiarita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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